Ragazzo disorientato

5 febbraio 2009

Salve, ho un’amica disperata…il figlio adottato tredicenne non vuole andare a scuola.
ha cominciato in prima media a saltare giorni di scuola e con fatica ha finito l’anno.
Il secondo anno è stato ancora peggio e si è concluso con una bocciatura. Ora sta ripetendo la seconda…
dall’inizio dell’anno ha già cambiato due scuole, ma non ci va più da moltissimi giorni. E’ svogliato sebbene intellegente e con ottime capacità.
La madre vedova (il marito è morto durante la festa del 7° compleanno del figlio) è disperata.
il ragazzo è seguito da uno specialista da anni che però ultimamente non vede perchè si rifiuta di andarci.
Certamente è una somma di problemi (adozione, perdita del papà adottivo, insicurezza, depressione….)che vanno affrontati con specialisti e con pazienza… quello che vorrei è aiutare quest’amica concretamente ….. gli specialisti dicono che si deve sbloccare, che occorre pazienza…..ma una persona che deve andare a lavorare tutti i giorni, senza nessun parente in città e dintorni ,come fa? come può lavorare serenamente sapendo che il figlio è in casa da solo?per questi ragazzi “difficili” non esiste una rete di aiuto…..si seguono i consigli e le prescrizioni degli specialisti e poi tutto i ferma.
Io penserei ad un “collegio” o scuola che segua questo ragazzo e che possa far vivere meglio anche la madre.
Tenete presente che a volte il ragazzo è violento….ho assistito personalmente ad alcune scene con persone adulte amiche di famiglia, il che mi fa sospettare e qualcuno me lo conferma, che picchi a volte la madre.
Se è corretto pensare ad una struttura esterna, potete indicarmela?
grazie
Laura

Ciao Laura,
concordo con te sulle evidenti problematiche di questo ragazzo, però non posso offrirti un aiuto consistente, solo suggerirti di rivolgerti agli assistenti ed educatori sociali della tua città. Loro sapranno consigliare la tua amica e soprattutto delineare un percorso educativo adatto all’esigenze del ragazzo. Quest’ultimi saranno in grado di consigliarti anche sulla possibilità di mandarlo in un istituto.
È chiaro che il ragazzo sta attraversando delle difficoltà legate alla sua particolare condizione familiare (appesantita anche dalla sua giovane età) che da solo non riesce a superare. Come tale è necessario un aiuto esterno che sappia guidare ed incanalare le sue azioni in una direzione appropriata.
Ciao, Giusy


Se hai bisogno di un consiglio invia una email.

Nome (obbligatorio)

Email (obbligatorio)

 

Scrivi un commento

    Chi Siamo

    - Linda Intellini
    Laureanda in Scienze dell'Educazione
    linda.intellini@virgilio.it

    - Giusy Ludovico
    Laureata in Scienze dell'Educazione
    giusylu@hotmail.it

    Se hai bisogno di consigli sul rapporto tra genitori e figli, inviaci una email. Saremo liete di risponderti al più presto.

    I consigli dispensati non costituiscono in alcun modo parere medico.