Rifiuta di salutare

20 Settembre 2008

sono la mamma di una bimba di 4 anni, premetto, serena solare,aperta ed educata ma quasi a farlo di proposito in alcune situazioni pubbliche si rifiuta di salutare (buongiorno, buonasera, ciao, arrivederci o rispondere a domande) a me e al padre questa cosa dispiace molto altre volte e’ anche troppo disinvolta.
Cosa puo’ significare? perche’ le pesa tanto? cosapossiamo fare? Grazie

Cara Rosanna,
ti dico subito che l’atteggiamento di tua figlia è un tipico atteggiamento di tutti i bambini, e non ha particolari significati alla base, almeno nulla di preoccupante, anche perché da come la descrivi generalmente la bambina è solare e aperta. Infatti non saluta e non parla solo in casi sporadici, non abbiamo quindi un comportamento costante.
Direi piuttosto che una bambina di quattro di anni, pur essendo educata, è comunque legata a delle sensazioni, per cui se non saluta o non risponde e perché semplicemente non le va di farlo, o perché magari (e questo capita spesso) ha di fronte delle persone che non le piacciono. Se poi tocchiamo anche la sfera caratteriale, lì le giustificazioni sono infinite.
Il comportamento dei bambini è puro istinto, non prendono la vita come un dovere o un apparire, le loro azioni sono tutte finalizzate al piacere, dunque Rosanna sta tranquilla, la tua bambina non ha nulla di particolare, è semplicemente una bambina. Ha tempo per capire che è buona educazione rispondere sempre alle persone che le rivolgono gentilmente la parola.
Vi esorto a non forzarla, e questo è un consiglio generale, il vostro intervento deve semplicemente riguardare comportamenti dannosi, come ad esempio la maleducazione (anche se non è il tuo caso). Infatti è più preoccupante vedere una bambina che saluta ma poi magari risponde male, prende le persone in giro, fa dispetti ecc. e purtroppo casi come questi dilagano.
Spero di esserti stata utile,
Ciao Giusy

Incomprensioni tra padre e figlio

3 Settembre 2008

Gentile dottoressa,
le scrivo per chiederle un consiglio in merito ad una situazione abbastanza complessa e soprattutto che riguarda ragazzi oramai cresciuti.
Sono fidanzata da 3 anni e mezzo con un ragazzo di 26 anni (io ne ho 24) e stiamo progettando seriamente un futuro insieme. Negli ultimi 8/9 mesi ho frequentato spesso casa sua (andremo ad abitare, forse, sopra casa dei suoi genitori in un appartamento creato ad hoc per lui). Sia io che lui siamo figli unici. Il suo rapporto con i genitori, e soprattutto con il padre, è complesso e per nulla piano: nelle ultime settimane è degenerato, proprio in concomitanza con il nascere dei nostri progetti per una convivenza (i suoi ne sono ancora all’oscuro).
il dialogo tra Marco (il mio fidanzato) e suo padre si limita alle “cose pratiche” (come sistemare il barbecue in giardino, timer per l’irrigazione ecc) e mai di sentimenti, desideri, passioni. Il loro dialogo è praticamente nullo e il padre è una persona che vorrebbe il figlio esattamente come la sua idea di figlio, ma si scontra con quello che suo figlio è in realtà. Semplice esempio: Marco veste in modo casual, il padre spesso critica il suo modo di vestire e gli compra vestiti di suo gradimento che gli fa indossare giocando sul suo senso di colpa (ho speso x soldi). é molto complesso descrivere questo rapporto, perchè in realtà non si tratta proprio di un rapporto. Si sono allontanati talmente tanto che oramai a me sembra che non si possano più recuperare. Marco lavora fuori casa (sta via tutta la settimana) e torna nei fine settimana e io e lui ci vediamo tutti i fine settimana (di sicuro questo non ha aiutato il rapporto). Il padre spesso ci “invita” ad andare a fare qualche passeggiata, ma ci invita cercando di persuaderci con frasi “o si va tutti o non si va nessuno” oppure giocando sul nostro senso di pietà (mette il muso e gironzola per casa come un cagnolino bastonato fino a quando non si fa come ha proposto). Lasciando perdere il mio dissenso per comportamenti di questo tipo da parte di un uomo di 56 anni (che ne dimostra 5) e tralasciando anche che purtroppo, nonostante tutto, il padre resta un grande modello comportamentale per Marco per l’ambito lavorativo (è cavaliere del lavoro…), il rapporto tra i due si è rotto quando Marco, stanco delle intrusioni nella nostra vita di coppia del padre, ha reagito gridando e con parole molto grosse (nessun insulto) all’ennesima ingerenza paterna.
Ovviamente, non abituati, i due genitori sono rimasti sconvolti (pare che Marco abbia saltato la fase di ribellione adolescenziale) da questo comportamento aggressivo e non hanno badato alle parole giuste dietro al comportamento eccessivo. Accecati dal loro egoismo si sono fermati stupiti ad osservare la mancanza di rispetto di Marco, ma non ad interrogarsi sui reali motivi. Da quel giorno (due settimane fa) si fa finta di niente, si parla anche di meno in famiglia e se si parla è del tempo, dei rifiuti, dei vicini, dei morti del paesotto, ecc. La tensione si sente ed è forte, Marco non vuole parlare con i suoi perchè non lo ha mai fatto, ha paura, timidezza e soprattutto non sa cosa dire, nonostante si senta in colpa (visto che la madre, da mediatrice, di tanto in tanto dice che “papà ha perso metà del suo cuore così”) e io vorrei che la situazione si risolvesse perchè se quei due sistemano i loro dissapori, io e lui avremo un futuro più tranquillo, se, invece, i rapporti rimarranno tesi non so se riuscirò ad andare a vivere sopra i “suoceri”….
Sono estremamente di parte e non riesco a vedere le cose chiaramente, chiedo consiglio su come comportarmi, se “interferire” parlando con padre e figlio, o lasciar stare aspettando che il tempo curi le ferite (insomma, facendomi gli affari miei).
Per di più temo, purtroppo, di essere un po’ la causa scatenante dell’ira di Marco, in quanto mi è capitato di dire “perchè dobbiamo fare quello che vuole tuo padre se non abbiamo voglia”, “perchè non possiamo fare/andare/girare da soli” e altre cose che hanno acceso la miccia: ad essere sicnera non mi dispiace, perchè Marco dovrebbe essere meno succube del padre, ma allo stesso tempo vorrei che dei “problemi familiari” (chi non li ha?) parlassero in modo civile, come dovrebbero fare tutti gli esseri umani…
Più che parlare con Marco della situazione e invitarlo a parlare lui stesso con il padre non so cosa fare, ma cosa anche più grave mi sento molto in colpa.

Mi scuso di aver scritto così tanto e non posso che ringraziarla per “avermi letto”. Spero in una risposta

Saluti

Ciao,

ciò che è accaduto a casa del tuo fidanzato non è che una discussione che è un pò degenerata, ma nulla di irreparabile.

Capita in tutte le famiglie di discutere e di perdere il controllo, inoltre le incomprensioni tra genitori e figli sono normali, le generazioni a confronto spesso si scontrano per diversità di pensiero.

Marco è un giovane adulto che sta cercando di portare avanti un suo percorso, sta cercando di costruirsi la sua identità di adulto, attraverso il suo lavoro e i suoi pregetti con te.
Finalmente ora vuole decidere da solo della sua vita, mentre il padre desidera ancora guidare Marco nelle sue scelte.

Ma come dice anche il poeta Kahlil Gibran:

“I vostri figli non sono figli vostri.
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sé stessa.
essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,
E benché vivano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:
Essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:
La vita procede e non s’attarda sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti”.

Ho citato questa nota poesia perchè emblematica.
Spesso i genitori si illudono che i figli gli appartengono, perchè sono da essi concepiti, cresciuti ed educati nel miglior modo possibile ma non è così!

Anche se Marco ha avuto tanto dai suoi genitori non deve sentirsi in colpa quando non risponde ai loro bisogni.
Marco entra in conflitto con se stesso perchè vorrebbe accontentare il padre ma nello stesso tempo si sente in obbligo.
Egli deve imparare ad essere più sicuro delle sue scelte e di non cedere ai “ricatti” che vi fa il padre.
E’ tempo che il tuo fidanzato manifesti in maniera più decisa la sua volontà senza aver paura di ferire il padre.

Se continuerà sempre a fare ciò che il genitore vuole, Marco sarà sempre più insofferente e nervoso e ciò non gioverà a nessuno. Perciò vi consiglio di affrontare nuovamente il discorso in maniera pacata, soprattutto se vorrete vivere lì con loro.

Non sarà facile far capire al padre che non si deve intromettere nelle vostre decisioni, così abituato ad essere assecondato, ma provateci lo stesso. Chiedete anche l’aiuto della mamma di Marco che, come hai detto tu stessa, spesso ha cercato di fare da mediatrice.

Lei potrebbe cercare di far capire al marito che Marco ora è un uomo e che è giusto che faccia la sua vita.
Anche Marco dovrebbe affrontare il padre e parlargli da uomo a uomo, anche se non l’ha mai fatto, prima o poi dovrà farlo!

Ma la decisione spetta a Marco se vuole continuare ad avere un rapporto semplice e superficiale per il quieto vivere o se vuole tentare di creare una relazione più gratificante ma più impegnativa.

Tu non ti devi sentire in colpa, hai agito bene, sei obiettiva e previdente.

Spero di esserti stata in qualche modo d’aiuto.

Ciao, Linda.

Disagio adolescenziale

18 Agosto 2008

Mia figlia, che ha quasi 15 anni, ultimamente si comporta in modo proprio strano.
E’ irascibile, irragionevole, insofferente…… ma quello che mi preoccupa di più è il suo continuo lavarsi. Si lava le mani “mille” volte al giorno, non se le asciuga ma le scuote, forse per paura di sporcarsele di nuovo usando l’ asciugamano.
Spesso anche quando fa la doccia esce completamente bagnata e non si asciuga (se le chiedo perché fa così, mi risponde che non ci sono piu asciugamani grandi….). Ne ho parlato con il pediatra, il quale mi ha detto che forse si comporta così per una richiesta di aiuto, allora ho provato a parlarle, ma lei sostiene che non c’è niente che non va.
Ultimamente poi usa anche “quintali” di schampo e docciaschiuma per non parlare del disinfettante. Appena ha un minimo taglietto si disinfetta e si ridisinfetta……
In questi ultimi giorni ha una bruciatura su un braccio e lei sostiene che si è scottata con un fiammifero, però a me sembra troppo grande per essere la scottatura di un fiammifero (ci sono 5 o 6 bruciature rotonde di circa 7 -8 mm)
Non so più cosa fare o a chi rivolgermi. Grazie mille
Franca

Ciao Franca,

l’adolescenza è una fase della vita molto delicata e complessa. Essa comporta dei mutamenti psico-fisici accompagnati a volte anche da conflitti interiori che vengono vissuti in maniera diversa da soggetto a soggetto.
Tua figlia, essendo un adolescente, sta attraversando un momento di confusione e scompiglio generale tipico di quest’età. La sua aggressività e la sua insofferenza possono scaturire anche da questa situazione difficile, ma non solo.
Anche il suo comportamento strano, causato da un disagio interno, può provocare nervosismo.
E’ probabile che lei voglia agire diversamente ma non riesce a controllarsi anche se ha la consapevolezza di fare le cose in maniera inconsueta, è schiava di se stessa, delle sue fissazioni e non sa come affrontare questa situazione.

Pur avendo già parlato con lei dovresti riaprire il il discorso. Cerca di capire cosa la preoccupa, cosa desidera.
Anche se afferma che non c’è nulla che non va, non è così. Forse non ne vuole parlare con te, è probabile anche che non riesca a spiegare ciò che sente e perchè si comporta in questo modo.
Parlane con lei, del suo atteggiamento inusuale, del suo rapporto con l’igiene e la pulizia.

Durante l’adolescenza possono emergere dei disturbi di tipo nevrotico, come il disturbo ossessivo compulsivo (DOC). Questo disturbo, come dice la definizione stessa, porta il soggetto a comportarsi in maniera ossessiva (per esempio, lavarsi ossessivamente e ripetutamente le mani più volte al giorno) e compulsiva (sentirsi costretti a compiere questo o altri gesti in maniera forzata, altrimenti ci si sente in colpa o con un senso di angoscia per l’atto mancato).

I comportamenti bizzarri ed incomprensibili, adottati dai soggetti che soffrono di questo disturbo, sono involontari, sono meccanismi di difesa contro i conflitti che essi vivono.

Ciò può spiegare “i gesti rituali” che compie tua figlia, ossia lavarsi molto, con tanto sapone e poi non asciugarsi per timore di risporcarsi.
Forse cerca di tenere sotto controllo qualcosa che non può gestire, qualcosa che la fa soffrire. Tenta in vano di tenere sotto controllo le cose attraverso la pulizia maniacale del suo corpo, come se la detersione riuscisse a farla sentire meglio.

Infine per quanto riguarda le bruciature, osserva se tua figlia ha altre macchie di quel tipo (scottature) o altro, per esempio, tagli, sul corpo.
Se in futuro non vedi nessun altro segno, allora è stato un caso, altrimenti non sottovalutare la situazione.

Credo che quella dei fiammiferi sia una bugia!
La scottatura accidentale di un fiammifero non provoca 5-6 ferite e tanto meno bruciature circolari di 7-8 mm.
Forse mi sbaglio, ma l’unica cosa che mi sovviene al momento che potrebbero provocare segni del genere sono le scottature di sigarette ma non sarebbero comunque scottature casuali ma procurate intenzionalmente da tua figlia stessa.

Se noti altri segni sospetti sulla pelle della ragazza devi affrontare prima possibile tua figlia.
Chi si procura segni di vario tipo (bruciature, tagli o altro) soffre di autolesionismo per punirsi perchè si sente in colpa per qualcosa.

Se tua figlia è disposta potreste parlarne con una psicologa. Lei potrebbe fare dei colloqui con la dottoressa che cercherà di capire cosa l’affligge.
Ciò è necessario per poter capire se è solo un comportamento nevrotico lieve e passeggero o se si cela un disturbo più grave dietro l’atteggiamento della ragazza.

Ciao, Linda.

Bambino disubbidiente

13 Agosto 2008

Buonasera dottoressa vorrei chiederle un consiglio su come comportarmi con mio figlio; ha 5 anni, è dolce ma purtroppo ha due brutti peculiarità: uno è che è sempre molle e pigro, l’altro è che è molto disubbidiente. A volte crollo perchè nonostante tutti i miei sforzi di spiegargli le cose e i metodi provati lui sembra non recepire. A me serve un semplice consiglio…non voglio sapere quello che non devo fare tipo gridare, picchiare, agitarmi,ecc… ma vorrei sapere cosa devo fare. Ho bisogno di passare del tempo di qualità con mio figlio…ma se litighiamo sempre come fare??GRAZIE

Ciao Paola,
purtroppo posso darti un consiglio generale, perché non conosco il bambino e tu nella mail mi dai indicazioni molto generiche.
Non so se il bambino è figlio unico, se è diventato disubbidiente da poco o lo è sempre stato, non conosco il clima familiare in cui vive e soprattutto non so in cosa non ti ascolta.
Ti sei chiesta perché si comporta in questo modo? Ti dico subito che opporsi a tutto quello che gli viene chiesto è un modo per il bambino di affermare se stesso come individuo distinto, mette cioè una barriera tra sé e gli altri, come se volesse proteggere il suo mondo dalle incursioni adulte. Ma a volte i bambini sono disubbidienti perché cercano amore, attenzione, e il loro non è che un modo per mettersi in mostra e dire : IO ESISTO! Non so se sia il tuo caso ma i bambini disubbidienti, ribelli e testardi spesso sono arrabbiati con il genitore, il loro, dunque, è semplicemente un modo per sfogare la loro rabbia. È però anche vero che non sempre riescono a sostenere le continue richieste dei genitori, sai ci sono genitori davvero soffocanti che non lasciano spazi ai loro figli.
Quello che voglio farti capire è che alla base della disubbidienza di tuo figlio, c’è una ragione, e comprendere questa ragione, credo sia più utile rispetto a tutti gli altri modi per convincerlo a rispettarti. Osservalo, studialo e valuta il suo comportamento alla luce del tuo, dell’ambiente in cui vive e nei rapporti amicali (anche vedere come si relaziona con gli altri bambini può esserti utile), e intervieni laddove trovi la causa di questo suo comportamento. Nel frattempo ti sarà utile cercare di porre dei limiti, delle regole che il bambino deve rispettare sempre però accompagnate da una profonda dolcezza e comprensione da parte tua. Un bambino disobbediente solitamente è un bambino molto sensibile, per cui essere troppo intransigenti non farà che acuire il problema.
In riferimento poi alla pigrizia, anche qui occorre accertare che si tratti di vera pigrizia. Un bambino oppositivo e nello stesso tempo pigro sembra essere un controsenso. Solitamente i bambini pigri difficilmente creano dei problemi. Sono bambini tranquilli, un po’ apatici che tendono a stare in disparte e a giocare da soli, socializzano poco ed è difficile coinvolgerli. Un bambino pigro è anche un bambino che parla poco, e spesso assorto nei suoi pensieri. Dall’altra parte i falsi pigri si rifugiano nella pigrizia perché attraverso essa manifestano la loro ostilità e ribellione, causata da conflitti interni. In entrambi i casi puoi comunque cercare di stimolare tuo figlio, un po’ alla volta, rispettando cioè i suoi tempi, con attività che lui trova piacevoli. Ma devi fare in modo che sia lui a svolgere l’attività, tu devi solo seguirlo ma mai condurre il gioco, anzi al contrario devi fare in modo che sia lui a farlo.
Spero ti esserti stata utile, ciao, Giusy

    Chi Sono

    Mi Chiamo Linda Intellini e sono laureanda in Scienze dell'Educazione.
    linda.intellini@virgilio.it

    COLLABORATRICI
    - Giusy Ludovico
    Laureata in Scienze dell'Educazione
    giusylu@hotmail.it

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