Inserimento a scuola
Mi chiamo Diego, ho 33 anni e due figli, un maschio di 4 anni e una bambina di 1 anno e mezzo.
Il problema su cui vorrei un consiglio riguarda mio figlio Erik di 4 anni.
Fino a 2 anni è stato a dire poco un angioletto, dopo per diversi problemi che la mia famiglia ha dovuto affrontare si è trasformato in un bambino disubbidiente e frignone. La nascita della sorella, Rebecca,è stato per Erik un vero trauma, nonostante io e mia moglie avessimo fatto di tutto per preparare il bambino al suo arrivo. Erik ha avuto incubi notturni ed è diventato insicuro e frignone. Dopo non pochi sforzi siamo riusciti a contenere un pò la situazione ma purtroppo per motivi di lavoro,un mese dopo la nascita di Rebecca, ci siamo dovuti trasferire in Olanda. Quindi a una situazione già un pò precaria si è aggiunto il cambiamento non solo di casa con relativo allontanamento da tutto quello che era conosciuto e allontanamento dai nonni, ma anche il cambiamento di lingua e abitudini. E stato sottoposto a pressioni psicologiche notevoli in quanto ha dovuto affrontare simultaneamente la presenza della sorella e l inserimento in un asilo in cui nessuno capisce quello che dice e quindi i suoi bisogni. Devo anche aggiungere che il metodo educativo qui è molto diverso. Tendono a rendere molto indipendenti i figli dalla tenera età e i bambini sono tutti molto e sottolineo molto disciplinati. Ora Erik a causa di tutto questo è diventato ingestibile. Disubbidisce sempre, è molto capriccioso e piagnucola per un non nulla. Il problema si sta aggravando in quanto la maestra (qui iniziano la scuola a 4 anni, è circa come una primina) si lamenta di tutto questo oltre al fatto che gli fanno pressione affinchè diventi indipendente completamente alla pari dei bambini olandesi. Erik manifesta la sua ribellione come ho già detto con capricci, piagnistei e disobbedienza che tra le altre cose gli rendono ancora più difficile il rapporto con i suoi compagni di classe, la maestra e naturalmente con noi. Abbiamo provato di tutto! Siamo seriamente preoccupati e se avessimo potuto prendere in considerazione il rientro in Italia saremmo già lì. Cosa ci consigliate? Ringraziandovi anticipatamente, Diego B.
Ciao Diego,
il tuo Erik mostra degli evidenti problemi d’inserimento a scuola. Devi parlare con le insegnanti e far presente loro la situazione del tuo bambino, devono tener conto che Erik proviene da una cultura diversa, che porta con sé delle problematiche antecedenti e che soprattutto ha difficoltà con la nuova lingua. Devono dar lui una maggiore attenzione, un sostegno individuale. E’ assolutamente invalidante fare delle pressioni. Come ogni inserimento in un ambiente nuovo occorre procedere per piccoli passi, un po’ per volta, non bisogna pretendere dei risultati immediati.
I capricci e i piagnucolii del bambino sono un evidente segno della gelosia che prova nei confronti della sorella ti consiglio allora di utilizzare delle piccole strategie: Erik va, anzitutto, sempre rassicurato, non deve mai dubitare del vostro affetto per lui, cercate sempre di non trascurarlo, soprattutto quando quest’ultimo si mostra geloso, abbracciatelo e riempitelo d baci e carezze. Se i due bimbi litigano, meglio evitare di prendere le parti per l’uno o per l’altro, occorre essere sempre neutrali. Mai rimproverarlo continuamente su dei comportamenti del tipo: “attento non la toccare gli fai male ecc”. Provate anche a fare in modo che Erik faccia da guida alla sorellina senza però forzarlo e pressarlo eccessivamente in questo senso.
Ciao, Giusy
Problemi a scuola
Buongiorno,
sono una mamma di 40 anni e una figlia di 12 che è sempre stata disubbidiente e testarda nonostante le ns.regole rigide…frequenta il secondo anno della scuola media e da quando è iniziata la scuola dice di organnizzarsi da sola nell’esecuzione dei compiti,fin qui non fa una piega.Considerando che non è mai riuscita a concentrarsi come avrebbe dovuto nello studio,era certa che i ” nodi” veniserro al pettine! Da alcuni giorni sta portando a casa brutti voti alle interrogazioni e alle verifiche fatte fino ad ora,ma ciò che mi preoccupa di più è la sua completa indifferenza ( tanto poi recupero,domani non m’interroga,eccc…) io sono veramente preoccupata per questa situazione e mi chiedo in continuazione qual’è potrebbe essere la soluzione per poterla risolvere,come devo comportarmi nei suoi confronti? Le punizioni non servono e se le propongo il mio aiuto non lo accetta.Potete aiutarmi?Ho pensato di andare da un psicologo,forse per tutte e due ma è giusto? Vi ringranzio.
Patrizia
Ciao Patrizia,
riguardo al tuo problema, sento di consigliarti subito di non adottare nei confronti di tua figlia un atteggiamento esageratamente severo, le regole sono necessarie ma se troppo rigide e supportate da ripetute punizioni finiscono col creare ansie e stress.
Piuttosto ritengo che la ragazza manchi di stimoli e necessiti di una guida che l’aiuti nella scelta di un metodo di studio, per questo ti consiglio di parlare cn gli insegnanti e di cercare insieme una soluzione.
E’ poi importante che tu stessa cerchi un dialogo con lei, devi poterle parlare per capire cosa non va e riuscire così a stimolarla e invogliarla nello studio, magari a partire proprio da quelle materie che più le piacciono.
Il supporto dello psicologo è valido qualora tu ne ritenessi necessaria la sua presenza, anche come guida per il tuo comportamento. Infatti, non sempre i genitori hanno la certezza della positività dei loro atteggiamenti nei confronti dei figli, non sempre riescono ad ottenere i risultati sperati.
Ciao, Giusy.
Bugie
Salve sono Stefania mamma di una 14enne .Io e mio marito abbiamo un bel rapporto con nostra figlia almeno così credo .
mia figlia un po’ di tempo fa si infatuò di un ragazzo che a noi genitori non piaceva affatto, per il motivo che fumava e fuma canne. Mia figlia ci diceva tutto e quindi noi abbiamo consigliato di lasciar perdere per il motivo che ho detto prima solo per quello spiegandogli che a noi quelle cose non piacevano e che lei doveva starci lontana dalle droghe non aveva bisogno di rifugiarsi in quello perchè ha una famiglia che parla di tutto e lei e libera di uscire e di frequentare tutti gli amici. fatto sta che mia figlia si frequenta con questo ragazzo e diventa il suo fidanzatino ovviamente a noi non dice nulla.
Per caso scoprii tutto e gli parlai, dopo tanto ammise che era vero,io gli dissi che a me non piaceva affatto questa cosa che aveva fatto di nascosto e che stava con questo ragazzo però se voleva lei,io non potevo farci nulla ,invece il papà ha preteso che lo lasciassi e lei lo fece a malincuore. Questo durò 15 giorni, poi si rimisero insieme questo l’ho saputo la settimana scorsa .non solo venni a sapere questo,ma anche che fumava canne anche lei, il motivo per cui l’ha fatto dice lei, perchè si erano lasciati da circa 2 mesi e ci stava male. A questo punto scoprendo che mia figlia ha mentito noi in una maniera assurda, perchè io chiedevo sempre come stava se stessa meglio lei diceva si mamma ora mi è passata. Il punto è che per fargli ammettere che aveva fumato canne è stata dura
la cosa che mi fa tanta paura e che lei ci ha detto un sacco di bugie e in un modo assurdo
giurando piangendo al punto di non credere più a quello che avevo scoperto ma a lei. ora gli abbiamo parlato e detto che noi abbiamo fatto uno sbaglio a non fargli frequentare liberamente questo ragazzo ,ma lei non doveva mentire in questo modo,e che da questa cosa che era successa non deve esserci più bugie e che anche cose brutte deve dircele e risolvere le cose insieme. fatto sta che la data che si sono lasciati non coincide con quella che so io. la mia paura è che ci siano altre bugie e non ammettendole continuerà a mentire e che ci siano altre cose gravi. Aiutatemi a capire come mi devo comportare e a come posso fare per farmi dire tutto.
scusatemi per come ho scritto sono davvero disperata.
Cara Stefania,
scoprire che la propria figlia mente quando invece si pensa il contrario è per qualsiasi genitore un momento sconfortante. Ma le bugie sono tipiche dei figli, soprattutto in un periodo delicato come quello dell’adolescenza.
Se la ragazza vi mente è perché lei vuole frequentare un ragazzo che a voi non piace. È certa del vostro rifiuto qualora dicesse la verità. Il problema è che a 14 anni non si è in grado di cogliere il punto di vista del genitore e di avere quella maturità che ci permette di fare le scelte giuste.
Posso solo consigliarvi di cercare il più possibile un dialogo con la ragazza, mostrandovi disponibili, senza condannarla e giudicarla severamente. I netti divieti non aiutano. È preferibile parlare.
Per riconquistare la sua fiducia occorre tempo, disponibilità e comprensione. Sicuramente non riuscirai a farti dire tutto, però potresti riuscire a fare in modo che tua figlia si confidi con te qualora si presentasse qualche problema.
Ciao, Giusy
Figlio isolato
Mi chiamo Filippa, ho un figlio di undici anni, da quando ha iniziato la seconda media, ha difficoltà ad avere amici. Ogni volta viene sempre allontanato. Se gli amici organizzano un incontro di calcio o si organizzano per andare a messa la domenica e mio figlio chiede e si propone di andare con loro, gli viene risposto sempre di no.
Cosa devo fare? In che modo posso aiutarlo?
Grazie
Ciao Filippa,
purtroppo non posso esserti molto d’aiuto, avresti dovuto scrivermi qualcosa in più. L’unica cosa che posso consigliarti è di provare a capire il motivo per cui questo ragazzo viene rifiutato dai suoi compagni. La difficoltà di tuo figlio ad instaurare amicizie può avere alla base diverse cause; ti consiglio allora di parlare con lui e di farti spiegare i motivi che giustificano gli atteggiamenti di rifiuto degli amici. Solo allora puoi provare ad aiutarlo, cercando di agire sugli stessi.
Ciao, Giusy