Controllo degli sfinteri 2

8 Agosto 2008

Francesco ha 4 anni e mezzo e non riusciamo ancora a farsi che faccia la cacca nel water. Fino a qulche mese fa la faceva nel vasino, ma da quando a compiuto i 4 anni sostiene di essere grande, quindi non vuole il vasino, ma contemporaneamnte non c’è verso di farlo seder sul water per scaricarsi, dove invece fa la pipi regolrmente. Non sò più come comportarmi, se incitarlo o…

Ciao Carolina,
il tuo problema è un problema, purtroppo, comune a tutti i genitori : quello relativo al controllo degli sfinteri e di conseguenza l’odissea water - vasino.
È impressionante come i bambini, pur di non utilizzare il water, riescano a mantenere per lungo tempo i propri bisogni fisiologici, con il risultato di farli spesso addosso.
Beh come prima cosa ti consiglio di capire perché il bambino si rifiuta di sedersi sul water, chiedigli le ragioni per cui riesce a fare la pipì e non la cacca. Tu nella mail non lo comunichi, ma è importante sapere cosa lo frena (magari c’è qualcosa che lo intimorisce e tu non lo sai), riesci meglio a gestire la situazione.
Dovresti prodigarti a spiegargli che fare la cacca nel water è assolutamente normale e che tutti la fanno e che a nessuno succede nulla, prova anche a sederti tu stessa sul water, dagli degli esempi, tranquillizzalo, fallo sedere per una frazione di secondo e poi via via sempre di più. Devi farlo abituare a poco a poco, ma è importante ripeto che tu sappia cosa lo frena in modo da poter focalizzare su quel punto tutti i tuoi interventi.
Ricorda sempre che hai a che fare con un bambino, e quando si vuole ottenere qualcosa da lui è giusto che si usino i toni della calma e della pazienza, arrabbiarti e forzarlo non ti servirà a nulla, sta tranquilla e sii tollerante, presto il bambino prenderà da solo la consapevolezza di dover fare la cacca nel water, esattamente come ha fatto con il vasino, che non ha voluto più utilizzare perché ormai grande.
Comunque ho già risposto ad una mail simile, leggila se ti può essere d’aiuto (art. Controllo degli sfinteri).
Ciao, Giusy

Desiderio di esplorazione

29 Luglio 2008

Buon giorno,
siamo una coppia di 36 anni con un bimbo di 17 mesi, alla ns prima esperienza come genitori.
Avremmo piacere di ricevere qualche consiglio che ci aiuti nell’educazione e nella crescita di questa piccola creatura che ha riempito la ns vita e ci rende felici anche se molto impegnati.
Il problema che ci troviamo ad affrontare è un’ agressività del piccolo Davide, che espolode ogni tanto con dei comportamenti maneschi o lancio di oggetti.
I problemi sono presenti anche ai pasti dove Davide è a tavola come noi, chiaramente in appositi supporti, ma dopo qualche boccone inizia ad agitarsi e lanciare biberon o cucchiano con pappa esprimento la volontà di essere lasciato libero di girare per casa, ma con la presenza di uno di noi da lui richiesta.
Chiaramente improponibile.
Alla sera è abituato ad andare a dormire verso le 9 - 9.30 fino alla mattina verso le 8.30 senza grossi problemi di sorta.
Premetto che Davide risulta essere un bambino molto attivo a cui piace essere partecipe in tutte le cose e chiede continuamente la presenza di qualcuno che possa giocare con lui e insegnargli il più possibile con piacevoli riscontri positivi da parte del piccolo.
Noi cerchiamo di parlare ed interagire con lui continuamente spiegandogli le cose con calma e in modo semplice.
Qualche volta viene sgridato ma in casi in cui la situazione lo richieda prima di perdere del tutto il controllo e questo lo disorienta un poco lasciandolo perplesso, mai punizioni corporali di alcun genere.
Un punto dolente è che io, papà, parto alla mattina presto per lavoro e rientro alla sera quindi il tempo che passo con Davide è molto limitato ma cerco di recuperare il fine settimana.
La mamma Laura rimane con il piccolo tutta la mattina mentre al pomeriggio è impegnata al lavoro e Davide viene portato dalla nonna materna fino alla sera prima del rientro a casa.
Non vorrei che ci fosse un risentimento nei nostri confronti visto che non passiamo tutta la giornata con lui e che al suo risveglio io non ci sono.
Questi momenti di sfogo ci preoccupano e ci piacerebbe capire da cosa potrebbero essere dovuti o se sono semplicemente un comportamento a cui anteporre una edecazione mirata per la soluzione del problema.
La ringraziamo per l’attenzione e per la Sua cortese risposta.

Donatello & Laura

Ciao Donatello e Laura,

vostro figlio sta crescendo e vuole conoscere tutto ciò che attira la sua attenzione.

Nella fase sensomotoria in cui si trova Davide è normale che egli preferisca esplorare l’ambiente circostante e gli oggetti. Per lui tutto risulta nuovo e stimolante e stare fermo e mangiare è una costrizione che rifiuta. E’ per questo che lancia le cose, perchè non vuole, esprime il suo disaccordo e la sua volontà di fare altro.
Perciò quello che viene valutato come aggressivo o manesco, non è altro che la sua reazione di rifiuto, si oppone e getta il biberon perchè non è d’accordo con voi.

Però è giusto che a ora di pranzo o cena sia messo nel suo seggiolino e cerchi di finire il più possibile il suo cibo.
Insistete un pò, accompagnando questi momenti con dei giochi, attirate la sua attenzione con qualcosa di colorato o di nuovo, anche un piccolo coperchio può essere un oggetto interessante.
Per i bambini così piccoli, tutto suscita curiosità, tutto è ancora nuovo ai loro occhi, e attraverso i sensi e la manipolazione essi imparano ad apprendere.

In questo processo di conoscenza può capitare che i bambini facciano qualcosa di pericoloso o di sbagliato ed è corretto richiamarli.
Se Davide è disorientato o perplesso per i vostri rimproveri è perchè egli non sa di aver sbagliato e solo attraverso la vostra approvazione o il vostro dissenso può imparare cosa è giusto o sbagliato, cosa è buono e cosa non lo è.

Inoltre, i bambini non possono sapere come è la vita dei grandi e dei loro doveri. In quel caso si spiega che ci sono delle cose che bisogna fare per forza, come andare a lavorare tutti i giorni perchè è necessario per poter vivere.
Davide è un bambino fortunato, ha una famiglia che lo ama, dei genitori attenti e premurosi che non gli fanno mancare nulla, perciò non penso che il piccolo possa provare risentimento nei vostri confronti.
Se però in futuro dovesse capitare che il bambino esterni una maggiore esigenza di attenzioni o di voler passare più tempo con voi, cercherete di conciliare, per quanto vi sarà possibile, il lavoro con i bisogni di vostro figlio.

Ciao, Linda.

Autonomia

25 Luglio 2008

Ciao
avrei bisogno di un piccolo consiglio.
La mia bambina (3 anni e mezzo), spesso ai giardini ha a che fare con bambini che la spingono, oppure in alcuni casi le fanno i dispetti da monelli, e la fanno disperare, lei mi chiede “mamma cosa devo fare?” e chiede il mio intervento.
Oltre a questo ho notato che inizia a spingere i bimbi anche lei che è sempre stata dolcissima….
Cosa posso dirle per rassicurarla e farle capire che deve sbrigarsela da sola, senza dare l’impressione che la voglio scaricare?
p.s. non va ancora all’asilo inizia a settembre e vorrei che impari a gestire serenamente queste situazioni.

Grazie!!

Ciao,
concordo con te nell’intenzione di voler rendere la tua bambina indipendente, è sicuramente un’ottima scelta da parte tua; abituare i bambini a sbrigarsela da soli, in un certo senso e ove è possibile, li aiuta a renderli più forti e maturi nel futuro.
Non ti deve allarmare che anche lei spinga i bambini…beh è una semplice reazione ai dispetti che riceve, il richiamo da parte tua è opportuno quando magari noti che le lo fa indipendentemente, cioè spinge senza motivi, senza che nessuno l’abbia istigata. In quel caso allora devi farle capire che è una cosa che non si deve fare.
Quando poi lei cerca il tuo aiuto, devi semplicemente dirle la verità e cioè che tu non ci sei sempre e che quando lei andrà a scuola tu purtroppo non sarai li a difenderla. Le devi far capire che ci sono situazioni in cui mamma non c’è o non può aiutarla. A volte è bene parlare direttamente ai bambini, comprendono meglio di quando al contrario si mettono scuse. Dille che anche tu da bambina ti difendevi da sola, fai degli esempi, l’aiuteranno. Ovvio che farai le cose gradualmente, la devi abituare e dunque non puoi ignorarla del tutto, le devi comunque far capire che non l’abbandoni, magari interverrai qualora vedi delle situazioni in cui la bimba non riesce di fatto a superarle ma lascerai decorrere quando vedi che la bimba si difende benissimo da sola. La spingerai e inciterai a fare da sé.
Spero di esserti stata d’aiuto anche se ci sono situazioni come nel tuo caso che sembrano all’apparenza sembrano essere semplici e scontate ma che di fatto poi non lo sono.
Ciao, Giusy

Voglia di indipendenza

22 Luglio 2008

salve, sono una ragazza di 24 anni …
non saprei neanche da dove cominciare…
il mio problema è la convivenza coi miei, in particolare con mia madre .Premettendo che non mi hanno mai fatto mancare nulla nonstante le difficoltà economiche e che hanno sofferto molto a causa mia, devo ammmettere che mi sono stancata di loro.Come dicevo, sicuramente sono stata la fonte di molti dolori : a 17 anni un’amica mia, (pesavo 35 kg per un trasferimento mai andato a genio e per l’incapacità di distinguere le persone vere da quelle false)o presunta tale per un dispetto al bar nel quale lavoravamo mi ha messo una pasticca nel tè con conseguenze certamente negative:a distanza di 7 anni non ricordo nulla di ciò che per un ‘intera giiornata ho fatto.Poisono caduta in depressione e ci sono rimasta per circa un anno ,durante il quale andavo da una psicologa. in verità psichiatra, che mi prescriveva farmaci.Non appena ho compreso il loro effetto ho smesso di prenderli.Ho lasciato che la malattia facesse il suo corso.E’ stata dura ma credo che se sono riuscita a rialzarmi da quel letto che ormai era la mia vita ,lo devo solo alla mia ,pur ritardata, forza di volontà.
Dopo circa 2 mesi dalla”guarigionme” incontro un ragazzo di 36 anni e,credendomi forte e indistruttibile,penso di poter gestire la situazione.Me ne innamoro perdutamente…
Tutto fila liscio o quasi(quando mia madre lo ha saputo è successo l’inferno)sino a che,lavoravo e contemporaneamente preparavo l’esame di maturità, inizio a piangere senza motivo.Il mio raga non capiva il perchè e ,sinceramente, neanch’io.Così, dopo una lite piuttosto forte coi miei nel corso della quale mio padre mi ha detto-solo per rabbia-che se non mi andavano bene le sue condizioni potevo benissimo andarmene.Il gg dopo ho tentato il suicidio.mi hanno pre”per i capelli”.Il mio raga mi ha lasciata.dopo 2 -3 mesi inizio l’uni , studio e rendo pure.poi di nuovo un’estate di fuoco(forse nn ho detto di abitare su un’isola turistica di 500 residenti che non sentirò mai il mio paese)lavoro e dolore nell’incpontrare quotidianamente quell’unica persona che mi aveva fatto sentire importante e che credeva in me .Ma non mi guardava più , quelle poche volte che mi ha rivolto la aprola lo ha fatto per offendermi.arriva l’autunno ,ma mi riesce difficile studiare.poi di nuovo un’estate orrenda e a sett riuscire a studiare è sempre più un’utopia.ci sto male,tanto male ma ,sapendo cquanto i miei ci tenevano, ci provo.Arrivo al punto in cui ,approfittando della lontananza da casa(studentessa fuori sede ),a a febb smetto di mentire e comunico la mia decisione di lasciare gli studi.Ennesima delusione.non ce la facevo,mi sentivo un’incapace e stavo anc peggio nel momento in cui mentivo dicendo di stare bene.E ,allora,torno a casa.mia madre sempre più delusa.Conosco un raga,figlio di un amica mia,6 anni meno di me, e dopo mille tentennamenti cedo alle sue avances.ora ci sto assieme.ennesima delusione a causa della famiglia dalla quale proviene e della differenza d’età.inizio a lavorare nello stesso nego in cui lavoravo l’estate scorsa, ma le cosevanno maluccio:il proprietario che purtroppo non può esssere qui8lui è fiorentino e l’attività si trova in sicilia)mi affida la gestione di tutto, appartamenti compresi.Non so perchè,ma su quest’isola qualcuno mi odia.gli telefonano per insultarmi,deridermi,sminuire.Tutto rigorosamente in forma anonima.Per fortuna lui mi conosce bene, ma a me la cosa mi infastidisce molto.in più a casa mia madre nn fa che lamentarsi perchè vorrebbe essere aiutata con le faccende domestiche.lei rientra alle 20-21 io faccio i turni,mia sor ha una bimba di due mesi ma nn fa nulla.La verità è che a lei non va giù il mio raga e il fatto che io esca tutte le sere.Conoscendola e conoscendomi,taccio ma stamattina sono scppiata:le ho chiuso il tel e può immaginare la sua reazione.ora sono a lavoro ma so che stasera starò da schifo,Non ho manco una stanza mia,infastidisco se sto due secondi in più in bagno anche se nn serve a nessuno.Dormendo nella stessa stanza per il condizionatore, quando rientro sembro un ladro.cm se non bastasse il mio ragfazzo è gelosissimo ed io mi sento privata della mia libertà da tutti i lati.
non ce la faccio più..,Sono arrivata ad odiarmi perchè quel tentativo è fallito!se nion sono capace neanche di togliermi la vita, cm posso esssere in grado di gestirmela’mi scuso per la lungaggine e per eventuali errori:sono molto agitata…

Ciao,

nell’oggetto della mail mi hai scritto: voglia di indipendenza!
E’ giusto che tu voglia essere indipendente, ma questo deve essere uno degli ultimi obiettivi che devi raggiungere per il momento.

Avendo sofferto di depressione può capitare di avere nuovamente pensieri negativi ma li devi scacciare con tutte le tue forze dalla tua mente.
NON DEVI ODIARTI E SOPRATTUTTO NON PER QUEL TENTATIVO FALLITO CHE DICI TU!
Anzi! Per fortuna che non ci sei riuscita. Hai tutta la vita davanti a te e ancora tante cose da fare.

Se hai attraversato momenti difficili di depressione non puoi non farti aiutare da una psicologa.
Capisco che gli psicofarmaci hanno degli effetti collaterali sgradevoli, ma nei casi gravi vanno assunti perchè necessari.
Fare una serie di sedute di psicoterapia ti sarà utile per stare meglio.
Ti aiuterà a migliorare il tuo modo di ragionare, in positivo. A vedere con occhi diversi te stessa, gli altri e ciò che ti circonda.
A lavorare sulla tua autostima, ad essere più ottimista e ad eliminare i sentimenti di colpa e di svalutamento della tua persona.

Devi lavorare su te stessa, cercare di ottenere prima un tuo equilibrio e serenità. Altrimenti non puoi contare su te stessa!
Hai dato prova più volte di potercela fare perchè ti sei diplomata nonostante i tuoi problemi, sei riuscita da sola a reagire alla depressione, hai studiato e lavorato contemporaneamente.
Sei stata bravissima e se cerchi dentro di te nuovamente quella forza di volontà che già una volta ti ha aiutato, riuscirai anche ora a raggiungere i tuoi desideri.

Forse solo con il tuo lavoro non ce la fai a vivere a a pagarti le spese di un appartamento, però se hai delle amiche che hanno le tue stesse esigenze puoi chiedere a loro di andare a vivere insieme.
Se hai dei parenti o conoscenti altrove a cui puoi chiedere momentaneo appoggio, potresti anche prendere la decisione di cambiare città!

Puoi gestire la tua vita come vuoi e nessuno deve obbligarti a fare qualcosa o limitare la tua libertà.
La tua vita può cambiare, ma devi fare un passo alla volta. Poniti un obiettivo alla volta e raggiungibili, con il tempo e pazienza, li otterrai.

Ciao, Linda.

    Chi Sono

    Mi Chiamo Linda Intellini e sono laureanda in Scienze dell'Educazione.
    linda.intellini@virgilio.it

    COLLABORATRICI
    - Giusy Ludovico
    Laureanda in Scienze dell'Educazione
    giusylu@hotmail.it

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    I consigli dispensati non costituiscono in alcun modo parere medico.