Figlio condiviso
Buongiorno Linda!
sono una giovane donna e ti scrivo perchè vorrei un consiglio riguardo alla mia situazione.
Sto con un uomo più grande di me che si è divorziato dalla moglie 6 anni fa circa,e ha un bambino, Matteo, che compirà 6 anni a novembre.
Suo figlio non è mai vissuto in un ambito famigliare, ha sempre visto la mamma e il papà vivere in 2 case diverse.
Purtroppo la madre vede il bambino come un “peso” e lo lascia più che può con la nonna (la madre di lei).
Questo bambino è abituato quindi ad essere sempre al centro dell’attenzione dei suoi familiari, e quando è all’asilo con tanti altri bambini, ha reazioni aggressive e spesso violente (strappa i disegni degli altri bambini, rompe i loro lavoretti, chiude i bambini con cui litiga nei bagni e una volta ha quasi tagliato un dito a una bambina con la forbice).
Quando è a casa invece è tranquillo e sembra il bambino più dolce del mondo..io però adesso ho un pò paura, perchè con il mio compagno stiamo pensando di avere un figlio. Matteo dice spesso che vorrebbe un fratellino o una sorellina, anche se penso lo dica nell’ottica di un bambino di quasi 6 anni, che in genere vede il fratellino o la sorellina come un giocattolo.
Tuttavia non vorrei che questo avvenimento sconvolgesse ulteriormente il suo stato psicologico, visto che il nostro futuro figlio vivrebbe sempre in una famiglia, mentre lui vive da solo con la madre e il padre lo vede tutti i mercoledì sera e un weekend ogni 2settimane…quindi penso che una situazione così gli potrebbe provocare disagio e gelosia nei confronti del fratellino che ha la fortuna di vivere con il padre sempre.
Una cosa che ho dimenticato di dirLe infatti, è che Matteo è molto legato al padre, ma molto meno alla madre da cui riceve poche attenzioni.
Inoltre, da un pò di tempo ha cominciato a chiamare “mamma” me..mi devo preoccupare di questa cosa? Ci sono dei weekend in cui quando la madre lo viene a prendere lui dice che non vorrebbe andare via, e una volta si è persino messo a piangere…a me questa situazione imbarazza un pò e preoccupa, anche per il futuro del bambino che per ora è incapace di convivere con i coetanei e a settembre comincia le elementari.
Mi chiedevo se Lei mi può dare qualche consiglio riguardo a questa situazione.
RingraziandoLa fin d’ora per la sua disponibilità, Le porgo
Distinti Saluti
Lucia.
Ciao Lucia,
Matteo, con il suo comportamento, vi sta comunicando il suo disagio interiore.
Il suo malessere è causato principalmente dal fatto che ora inizia a rendersi conto della sua situazione familiare, cioè di essere figlio di genitori separati e ne soffre come tutti i bambini nella sua stessa situazione.
Ha delle reazioni aggressive e violente perchè si sente arrabbiato e frustrato perchè non ha una famiglia unita e perchè la mamma naturale forse non risponde adeguatamente alle sue esigenze affettive.
L’aspetto positivo è che tu e il padre del bambino stiate creando un nuovo nucleo familiare dove Matteo si sente bene e a suo agio. Con voi è sereno e tranquillo perchè rappresentate i genitori uniti, di cui ha bisogno e che non ha mai avuto modo di vivere fino ad ora.
Perciò non ti deve meravigliare se preferisce stare più tempo con voi e desidera chiamarti mamma. Se lui sente questa esigenza, lascialo fare!
Questa è una chiara dimostrazione di quanto sia forte la sua voglia di famiglia ed in particolare di aver bisogno di una figura femminile - materna che lo faccia sentire amato.
Se tu e il tuo compagno state pensando di avere un figlio, comportatevi naturalmente. Condividete le cose con lui, rendetelo partecipe dei vostri progetti.
Sicuramente sarà un pò geloso per la nuova situazione che si verrà a creare con il nuovo fratellino o sorellina, però è inevitabile!
L’importante è non farlo sentire inadeguato ma parte della vostra vita.
In questo modo si sentirà più sereno, anche a scuola con i nuovi compagni.
Ciao, Linda.
Postato nella categoria Problemi | Commenti (0)Papà separato
Grazie Linda per la Tua risposta che per un certo verso mi rincuora, ma proprio se devo essere sincero l’ostacolo principale è la mamma, pensa che in 15 giorni ho visto mia figlia solo 2 volte ed oggi che la piccola doveva stare con me per il fine settimana, non è stata data in quanto è in partenza per un viaggio di cui mi è sconosciuta la destinazione e mancherà 1 settimana. Vane sono la denuncia alle forze dell’ordine per avere aiuto a questa situazione che non vede al momento un sereno futuro. Ma perchè strumentalizzare la bimba, perchè le istituzioni non danno ascolto ai papà che sono i più deboli in questo momento, ed io devo avere pazienza e saper aspettare, anche la mediazione familiare non ha dato alcun riscontro, sembra che la figlia sia solo di proprietà della mamma, ma dove va il buon senso, poi magari un giorno mi sentirò dire che sono stato io ad abbandonare la situazione. Purtroppo per l’esterno sono uno dei tanti e nessuno ci aiuta. Scusami tanto ma prendila
comu uno sfogo, perchè solo questo posso fare.
Cordialità
Enzo
Ciao Enzo,
come immaginavo, sei uno dei tanti papà che non possono vedere e vivere liberamente i propri figli.
E’ ingiusto e soprattutto controproducente per la serenità dei bambini e le mamme troppo spesso si dimenticano di questo.
Tua figlia per il momento è ancora piccola per comprendere bene ciò che accade tra di voi, ma tra qualche anno, qundo sarà più grande inizierà a capire e soprattutto a soffrire, se questa situazione non si risolve o dovesse peggiorare.
Cerca di parlare con la tua ex compagna, falla ragionare. Lei sbaglia a comportarsi in questa maniera e a non rispettare i patti.
Se vuole il bene della bambina deve mettere da parte i contrasti e i dissapori e cercare anche lei di creare un rapporto pacifico con te.
Da ciò che mi hai scritto, ti stai comportando bene, sei un buon padre e non ti devi rimproverare nulla.
Non so se sei già a conoscenza di alcuni siti come : www.padri.it o www.padriseparati.it che possono esserti d’aiuto e di sostegno.
Infine se la mamma della bambina si ostina a non farti vedere la piccola nei giorni stabiliti, chiedi anche il parere di un avvocato. Chiedi cosa si può fare in questi casi.
Mi raccomando però, agisci sempre in modo cauto anche se costa fatica.
Non ti scoraggiare!
Ciao, Linda.
Postato nella categoria Problemi | Commenti (0)Litigi in famiglia 2
ciao sn niko
nn c’è la faccio più, ogni giorno litigo con mio padre spesse volte anche con le mani…. mia madre e mio padre litagano spesso cosa posso fare
Ciao Nico,
purtroppo non mi fornisci molti elementi che mi permettano di aiutarti, coerentemente al tuo problema. Attenendomi a quel poco che mi scrivi sono costretta a risponderti in modo del tutto generale, dove comunque spero tu possa trovare qualche piccolo appoggio.
Litigare non è assolutamente bello ma può capitare, chi di noi non ha mai litigato nella propria vita? Con i genitori, con gli amici, con gli estranei ecc ecc, sicuramente la cosa più spiacevole è quando il litigio sfocia nella violenza, sia essa verbale che gestuale, come nel tuo caso. Come spesso accade esso può avere delle conseguenze devastanti, è quindi sarebbe utile cercare di evitare ogni tipo di scontro, ma mi rendo conto che non è sempre facile soprattutto quando il temperamento della persona è molto aggressivo.
Ovviamente non conoscendo bene la situazione non posso dirti in cosa consista l’errore , però posso dirti con certezza che arrivare alle mani è sbagliato. Quando un litigio termina con la violenza mette a nudo l’incapacità di saper dialogare civilmente. Evidentemente sia tu che tuo padre avete due caratteri molto forti e aggressivi, sicuramente istigati dai problemi che motivano il litigio.
Quello che posso consigliarti è di cercare anzitutto di capire perché litighi con lui, spesso vi possono essere motivi banali o caratteriali, ma non escludo che vi possano essere anche motivi più seri. Se anche i tuoi genitori litigano, deduco che nella tua famiglia via siano problemi non trascurabili e che si respiri un clima di forte tensione: è dunque facile arrivare al diverbio. Ovvio che per poter vivere serenamente occorre necessariamente agire alla radice ed eliminare le cause. Però nel frattempo ti può essere utile cercare di stare calmo ed evitare di arrivare allo scontro violento, se si presenta un problema credo sia giusto cercare di parlarne con calma e tranquillità, ove sia possibile. Arrivare alle mani in fondo non risolve poi le cose, anzi piuttosto le peggiora, si creano attriti ulteriori e la vita in famiglia diventa insopportabile.
Se ti va di parlarne in maniera più approfondita o se vuoi anche solo sfogarti per allentare la tensione (sai anche il solo sfogo a volte è utile), scrivici noi saremo liete di ascoltarti.
Ciao ciao, Giusy
Precisioni del linguaggio
Ho un bambino di tre anni che da qualche tempo mi chiama per nome e non papà. C’è qualche cosa che non va, sto sbagliando nel rapportarmi con lui?
Vi ringrazio anticipatamente.
Ciao Saverio,
anche se non scrivi molto, per cui tante dinamiche tra te e tuo figlio restano oscure, quello che posso dirti, in modo del tutto generale, è che il tuo bambino è in un’età fondamentale per il linguaggio. Tralasciando tutti gli aspetti positivi e negativi di questa fase, quello che in concreto posso dirti, in relazione al tuo problema, è che adesso tuo figlio è in grado di utilizzare le parole e associarle alle azioni, agli oggetti e alle persone. Di conseguenza il motivo per cui preferisce chiamarti per nome e non più papà è legato a questo momento particolare. Beh se vogliamo essere più precisi, diciamo che non c’è una sola cagione che spinge il bambino a chiamare il proprio padre col nome di battesimo. Sicuramente lo fa perché acquisisce le capacità di associazione (palla = oggetto palla, papà = Saverio), ma il bambino in questo periodo tende anche e soprattutto ad imitare il linguaggio adulto, è dunque molto probabile che tuo figlio ti chiami per nome perché imita chi ti chiama per nome. Ovviamente non bisogna escludere altri fattori come quello della novità, i bimbi sono sempre aperti al nuovo: abituato a chiamarti papà ecco che di colpo inizia a chiamarti Saverio, perché il tuo nome ha un altro sapore, ha un qualcosa di diverso, è un po’ come cambiare un giocattolo vecchio. Ovviamente questo non significa che il bambino non sia più in grado di distinguere le figuri genitoriali, anche se ti chiama per nome tuo figlio è comunque ben consapevole che tu sei il suo papà e come tale è in grado di distinguerti dai papà degli altri bambini, e il nome serve anche a questo.
Dunque Saverio puoi stare tranquillo, tuo figlio sta attraversando una fase che attraversano tutti i bambini, anche se non tutti presentano poi le stesse identiche caratteristiche, ma in linea generale il linguaggio di questa età è estremamente egocentrico, più che verso la comunicazione e la socializzazione esso tende al monologo, quindi vedrai spesso tuo figlio parlare con se stesso, e qualsiasi cosa gli dirai lui tenderà a non ascoltarti, ma questo, come vedrai, gradualmente tenderà a diminuire con il tempo, per lasciare spazio ad un tipo di linguaggio più articolato.
Spero di esserti stata utile e di averti dato delle chiare, seppure brevi, delucidazioni a riguardo, per qualsiasi altro problema non esitare a contattarci.
Ciao, Giusy
Papà preoccupato
Salve sono un papà separato, ho una bimba che ha 4 anni e 4 mesi. Purtroppo non per mia scelta ma sin da quando mia figlia aveva 16 mesi la vedo come tutti i papà separati e quindi ho vissuto la Sua crescita fino ad oggi in modo alternato ma costante. Con la piccola da sempre si è instaurato un rapporto felice, aiutato dalla mia famiglia di origine, ogni qualvolta era con me, Lei era contenta e serena. Vi scrivo perchè negli ultimi mesi Viviana è cambiata nell’atteggiamento con me ed in particolar modo da quando la mamma convive con altra persona. I ns. rapporti tra me e la mamma sono molto limitati e pur avendo l’affido condiviso, è come se non lo fosse. Vi scrivo in quanto vorrei comprendere se per una bimba di 4 anni la presenza costante di una figura maschile diversa dal papà porti la bimba ad immaginare di sostituire la mia e come comprendere e migliorare questa situazione visto che la burocrazia giudiziale in stand by per il sovraccarico di lavoro, non riesce a consider
are la crescita psicologica della bambina, di cui come padre mi sento molto legato e in dovere di non trascurare questa posizione.
grazie per la Vs. considerazione.
Cordiali Saluti
Enzo
Ciao Enzo,
il tuo timore è leggittimo perchè la presenza quotidiana di un altra figura maschile potrebbe confondere un pò la bambina. Lei sa chi è il suo papà però è ancora piccola per capire bene la differenza tra te e lui.
Tu però non ti preoccupare più del dovuto, tu sei sempre suo padre e sostituirti non è così facile perchè tua figlia ora come in futuro vorrà il TUO affetto.
Forse in questo momento può essere un pò disorientata e il suo cambiamento è da attribuire al complesso edipico che attraversano tutti i bambini di quest’età.
In questa fase evolutiva i bambini iniziano a sentire i primi sentimenti “amorosi” verso il genitore dell’altro sesso (non ti preoccupare, questa come altre è una delle fasi necessarie per un corretto sviluppo psico-sessuale).
Perciò devi cercare di stare il più possibile con tua figlia perchè devi essere tu la sua figura maschile di riferimento e non un altro uomo.
Parlane anche alla tua ex compagna di questo cambiamento che hai notato e cercate insieme una soluzione per il bene della piccola.
Ciao, Linda.
Postato nella categoria Problemi | Commenti (1)Voglia di libertà
Ho 13 anni e nn c’è la faccio + a vivere cn i miei genitori!!!!!!!!!!!!!!! nn mi vogliono far uscire
sopratutto mio padre ke quando mi dv parlare mi critica solo e urla e mi fa sentire una nullità!!!!!!!!!!!
Mi sono stufata di vivere nn so + come devo fare la mia vita nn a un lato positivo, sto tutte le giornate chiusa in camera ma propio tutte!!!!!!!! E la cosa ke + ci soffro e che abito in un luogo
dove e il punto dove esce tutta la gioventù ed escono xfino le raga + piccole di me e vedo che si divertono mentre io sto in casa a soffrire e a piangere sempre!!!!!!! aiutatemi vi prego!!!! baci da raga disperata.
Ciao Erika,
ma che succede? Come ti sei stufata di vivere? Hai appena 13 anni, sai quante cose belle perderesti? La vita è bellissima anche se a volte può sembrarci odiosa e invivibile, ma ricorda che non è sempre così; tutti, e dico tutti, nella vita attraversiamo dei periodi bui e spesso si è portati a pensare che non ci sia più nulla da fare e che l’unica soluzione sia quella di lasciarsi andare. Erika stai attraversando solo un momento difficile, che presto vedrai migliorerà, devi solo avere un pochino di pazienza! Ok?
Ascolta, ho inteso il tuo dramma, non riesci ad ottenere il permesso di uscire sola con le tue amiche. Ti capisco, perché è difficile stare chiusi in casa mentre tutti i tuoi amici escono e si divertono, e anche se cerchi di distrarti è inutile, il pensiero ricade sempre su di loro. Però comprendo anche i tuoi genitori, se non ti fanno uscire non è perché non ti vogliono bene anzi è il contrario, è perché te ne vogliono e ci tengono a te, temono che ti possa accadere qualcosa. Hai 13 anni e sei ancora la loro piccolina. Ma sappi che non sarà sempre così. Tuo padre forse ti può sembrare duro ma tu cerca di non mettere un muro con i tuoi, cerca di parlargli con calma e spiegagli che ti piacerebbe uscire anche solo per una mezz’oretta, e che non farai mai nulla che possa farli dispiacere, cerca di fare un passo alla volta, e di conquistare la loro fiducia. Devi dare ai tuoi il tempo di capire che stai crescendo e che possono iniziare a fidarsi di te, quindi cerca sempre di comportarti bene, studia, dialoga con loro, non ti arrabbiare e non rispondergli mai male, sii sempre solare e vedrai che le cose pian piano inizieranno a cambiare! Se ti opponi ai tuoi genitori e ti chiudi in camera a piangere non otterai mai nulla di positivo. Devi avere pazienza! Sii forte Erika hai davanti a te delle giornate stupende, devi solo aspettare. Non volere tutto e subito, le migliore conquiste sono quelle sudate!!! Sei una ragazzina intelligente, e sai da cosa lo deduco? Anzitutto noto con piacere che sei abile nell’usare il computer, e poi perché hai cercato aiuto al tuo problema, scrivendoci, e non hai fatto gesti insensati!!!! Questo mi fa molto piacere. Cerca però sempre di parlare con i tuoi qualsiasi problema ti si presenti, è importante che tu instauri un dialogo aperto con loro.
Quando hai bisogno puoi sempre scriverci, per qualsiasi tipo di problema. Se ti vuoi anche solo sfogare noi siamo qui.
Ciao ciao, Giusy.
Problemi adolescenziali 2
Sono la mamma di una ragazzina di quasi 14 anni, e ieri causalmente ho scoperto che un paio di giorni prima mia figlia non è entrata a scuola perchè doveva incontrarsi con il suo ragazzo. Io ci sono rimasta molto male sia perchè non mi aspettavo una cosa del genere sia perchè ha falsificato la mia firma per giustificarsi a scuola. Sono molto angosciata, lei mi ha detto che non lo farà mai più e ke è molto pentita tant’è vero che mi ha detto che ha lasciato il suo ragazzo che conosceva per giunta appena.
Io però non ci credo e penso che questo sia l’inizio di una serie di preocupazioni che dovrò affrontare. A scuola non brilla come dovrebbe anche se sta cercando di migliorare in vista dell’esame di licenza media. Chiedo un parere e come mi dovrei comportare.
Premetto che lei si è giustificata che non è voluta entrare a scuola perchè io non la facevo uscire in settimana, ma solo il sabato sera e non da sola. Secondo me è ancora troppo piccola per uscire sola con un ragazzo. Che ne pensate?
Ciao Monica,
ho letto la tua e – mail, e come prima cosa sento di dirti che devi cercare di restare tranquilla, tua figlia sta semplicemente attraversando la caratteristica fase adolescenziale. È questa una fase particolare, di confusione, in cui il ragazzo non si sente più piccolo e tenta di compiere le classiche azioni (ne è un esempio il fumo) che lo rendono adulto (ma di fatto non è adulto).
L’adolescenza ha molteplici risvolti, è ad esempio anche l’età dei primi amori, della scoperta del sesso, delle amicizie importanti, del disinteresse per la scuola, soprattutto è la fase in cui i ragazzi si pongono contro i genitori che non vengono più considerati il loro oggetto d’amore ma al contrario diventano i super visori, il freno alla loro voglia di libertà.
Questo è quello che in parole povere sta accadendo anche a tua figlia. Da poco frequenta un ragazzo e il tempo che riesce a passare con lui non è mai abbastanza e questo la conduce a tralasciare la scuola che ora è diventata meno importante rispetto a tutto (in questa età il ragazzo non razionalizza sulle finalità ultime della scuola, al contrario essa è considerata semplicemente un dovere).
Comprendo la tua preoccupazione ma per fortuna tua figlia si è limitata a fare una ragazzata: falsificare la firma e non andare a scuola. Per quanto possa sembrarti grave sappi che la ragazza ti ha promesso di non farlo più e io coglierei il lato positivo di questa cosa, lei stessa si è sentita in colpa. Deduco che poi tua figlia non ha questo cattivo rapporto con te, ci sono dei ragazzi che non si preoccupano neanche di risponder ai genitori.
Certo tua figlia si è giustificata dicendoti che non ha la possibilità di uscire sempre durante la settimana, potresti allora concederle un pochino di libertà in più ma ti consiglio comunque di cautelarti e di prendere informazioni sul ragazzo che sta frequentando, soprattutto cerca di capire (anche attraverso di lei) il tipo di ambiente e di amicizie che sta coltivando, tu devi poterti fidare di lei. E richiedi in cambio, come ogni genitore, un maggiore impegno a scuola, stimolandola in quella direzione.
Un consiglio che offro a tutti i genitori è quello di cercare di avvicinarsi il più possibile al mondo dei propri figli, opporsi a loro in modo categorico e severo no fa che produrre effetti contrari e spesso devastanti. Occorre invece creare un dialogo, creare delle situazioni (a volte anche del semplice schopping può servire, oppure un gelato insieme, un gioco di società ecc ecc) in cui sia possibile incontrarsi, parlare, raccontarsi, creare un rapporto di confidenza che serve ad entrambi le parti. Può sembrare difficile ma con un attimo di pazienza e facendo un passettino alla volta tutto questo si può ottenere.
Il mio cara Monica vuole essere solo un consiglio, che puoi fare tuo. Ovvio che tu sei la madre e che tu in prima persona stai vivendo questa situazione. Ma da buona madre che sei sono convinta che riuscirai ad aggirare ogni ostacolo.
Ciao, Giusy.
Mamma irrequieta
Ciao Mutiara,
sei una Mamma un pò apprensiva ed ansiosa, ma devi essere più tranquilla per il tuo bene e per la tua famiglia.
Non devi aver paura di essere sostituita dalla baby-sitter, una madre non si sostituisce così facilmente e poi tu cerchi in tutti modi di essere presente ed affettuosa.
Tu fai del tuo meglio, ti impegni costantemente per i tuoi figli perciò non ti sentire in colpa!
Se il più grande dei tuoi figli fa i capricci e morde il fratellino è perchè è geloso e vuole le tue attenzioni. Curati di lui senza però trascurare il più piccolo.
Una delle cause del tuo stato d’animo può essere la morte improvvisa ed inaspettata di tuo padre.
In questi sette anni non so come hai affrontato il dolore ma forse non rassegnandoti per la sua perdita, non hai dato inizio al processo di ELABORAZIONE DEL LUTTO che ti permetterebbe di sanare in parte quella profonda ferita che ti ha causato la sua scomparsa.
Il percorso di elaborazione del lutto permette di piangere la persona cara ma cosa più importante e difficile è, gestire il dolore e contenerlo. Occorre tempo per accogliere e tollerare il dolore fino ad arrivare ad una progressiva accettazione della perdita.
Cerca di capire anche perchè non ti dai pace, perchè hai delle paure. Puoi chiedere aiuto ad una psicologa che saprà guidarti meglio e più da vicino in un percorso di maggiore consapevolezza di te stessa.
Ciao, Linda.
Postato nella categoria Problemi | Commenti (0)Geloso della Mamma
Salve,
Sono un ragazzo di 28 anni.
Da un due mesi frequento una ragazza madre di 31 anni che ha un figlio di 9 anni.
Solo da qualche giorno ho conosciuto il bambino. Fino ad ora abbiamo preferito vederci da soli.
Come anticipavo solo da qualche giorno frequento la casa quando c’è il bambino, la sera dopo l’ufficio.
Ho notato che il piccolo, fino a quando gioco con Lui ( a calcio in cortile, alla Play a guardia e ladri ecc ) sta tranquillo,
ma la sera dopo cena, appena ci mettiamo sul divano con sua mamma a guardare la tv, diventa una peste.
Credo sia molto geloso e che la cosa lo infastidisca. Risponde male a sua mamma e ignora qualunque cosa Io gli dica, ma ripeto solo la sera appena ci vede sul divano ( premesso che stiamo vicini e guardiamo la tv ). Stasera ci ha fatto passare brutta serata, non tanto a me, ma quanto a sua mamma che giustamente si mortifica per il suo comportamento.
Ho pensato e proposto a sua mamma di evitare di evitare di vederci per un po in sua presenza.
Secondo Lei potrebbe essere una soluzione ? E’ stato lui a volere che, dopo la prima volta che sono andato a cena a casa loro, la mamma mi invitasse nuovamente.
La mamma è spaesata quanto me - Stiamo vivendo una bella storia ma quello che vogliamo prima di tutto è preservare il bambino da traumi.
Secondo Lei, ormai che sono “entrato” in casa non devo fare marcia indietro oppure si.
Domani sera dovremmo guardare la finale di Champions, ma credo che sia meglio che Io non vada … Lei cosa ne pensa?
La ringrazio per la Sua attenzione,
Ciao Claudio,
è normale che il bambino sia geloso e che si comporti male quando state vicini tu e la sua mamma. Devi avere un pò di pazienza, in fondo vi conoscete da poco.
Dai tempo al bambino di abituarsi a questa nuova situazione perchè con la tua presenza si deve ricreare un nuovo equilibrio.
Se la sera se avete voglia di vedervi non limitatevi. Quando siete tutti e tre sul divano mettete il bambino in mezzo a voi, ponetelo al centro delle vostre attenzioni.
Ma se inizia a diventare irreqiueto fate qualcosa che coinvolga tutti e tre, per esempio un gioco, o altro.
Continua anche ad alimentare e a costruire un buon rapporto con il bambino. Un pò alla volta conquista la sua fiducia e il suo affetto e con il tempo sarà meno geloso, e le cose che farete faranno parte della vostra quotidianità e non farà neanche più caso alle situazioni che ora gli possono dare fastidio.
Ciao, Linda.
Famiglia in difficoltà
Buongiorno dottoressa,
ho letto sul sito la lettera di luigi, padre di un ragazzo di un diciottenne che a detta degli amici e conoscenti,risulta una persona simpatica ed educata, ma che in casa invece è tutt’altra cosa. Violento verbalmente, scortese,scurrile con tutti, ma che con tutti riesce a dialogare benissimo quando gli occorre qualcosa e tant’altro che credo lei possa facilmente immaginare.
Sono nella stessa situazione di Luigi, anche io sono approdato a questo sito con la speranza di trovare aiuto una volta tanto per i genitori.
Ovunque i genitori cerchino aiuto, trovano soltanto considerazione per il ragazzo, e si parte con la solita classica analisi delle cause che
hanno potuto scatenare tutto questo. Ma, mia moglie, mia figlia ed io siamo in seria difficoltà a gestire questa situazione familiare
che spesso, sempre più spesso rischia di degenerare in maniera irreversibile. Vorrei che per una volta si superasse l’analisi e si condiderasse invece l’aiuto concreto di cui una familglia come la nostra, avrebbe bisogno.
Cordiali saluti, Gino
Ciao Gino,
capisco il tuo sfogo ed hai ragione, comprendo ciò che dici.
Con questo sito ho avuto modo di constatare quanti,soprattutto genitori, hanno bisogno di aiuto per comprendere e guidare i propri figli. E le persone che scrivono sono la dimostrazione delle difficoltà che hanno oggi molti genitori e del grande bisogno di sostegno che non sempre viene offerto alle famiglie.
La “classica analisi della situazione” anche se può sembrare superflua non lo è perchè aiuta a capire meglio chi si ha di fronte e poi per iniziare un percorso verso la risoluzione di un problema.
Una persona, professionista o meno, può essere d’aiuto se è a conoscenza delle cause che portano ad un condotta negativa, conoscendo i motivi che spingono un individuo a comportarsi in un certo modo si può poi trovare la soluzione più consona.
Perciò fare una valutazione del caso non vuol dire giustificare il comportamento di un figlio. Se questo ha un atteggiamento sbagliato, poco rispettoso o addirittura violento io non lo condivido. Lo posso comprendere ed è ciò che consiglio sempre ai genitori, di capire cosa succede ai propri figli ma non dico loro di acconsentire ad un comportamento negativo.
Hai tutte le ragioni di essere arrabbiato o spaventato per la tua situazione ma devi parlare seriamente con tuo figlio e capire cosa c’è che non va, ma anche tuo figlio non può esimersi dai suoi doveri.
In famiglia ogni giorno bisogna cercare di vivere in armonia e serenità e TUTTI devono collaborare per ottenere questo obiettivo.
Un aiuto lo potete cercare nel vostro Comune di residenza, dove vengono erogati dei servizi o vengono organizzati dei progetti di assistenza ed aiuto per le famiglie in difficoltà.
Oppure nelle ASL ci sono i consultori famigliari con delle psicologhe che potrebbero aiutarvi a risolvere i vostri problemi.
Ciao, Linda.
Postato nella categoria Problemi | Commenti (0)