Bugie e furti

16 Maggio 2008

Gentile Linda,

siamo veramente disperati, dividiamo le cose in due parti principali:

RUBA

Fin da bambino chiedeva una cioccolata al supermercato e se la si rifiutava, la prendeva (stando zitto) e ce la ritrovavamo alla cassa.
Dall’asilo portava a casa i giochi (dell’asilo), siamo stati più volte ripresi dalle insegnanti.
Dalla casa degli amici portava a casa un gioco o due e diceva che gli era stato regalato (non vero).
Ora fa la prima media e ci ha rubato 32 euro per comprarsi le famose figurine da collezione-gioco che costano dai 3.5 ai 4.5 euro a bustina.
Non siamo MAI passati alle mani ma a privazioni (brevi) e discorsi tranquilli con la speranza che capisca.

Dopo l’ultimo evento dei 32 Euro (notare che agisce senza nascondere troppo le cose…praticamente palese) e dopo le continue e assurde sue negazioni, l’ha ammesso con conseguente discorso e “nostra paghetta settimanale” di 5 Euro.

Qualche giorno dopo guardiamo nel suo portafoglio e ci ritroviamo una banconota da 20 Euro……li ha presi dal portafoglio della Nonna sempre per comprarsi le figurine (al momento ne ha moltissime…anche da vecchia data).

ATTENZIONE: le negazioni che noi gli facciamo non sono estreme, nel senso che ci rendiamo conto che lui “deve avere qualcosa” ma sembra che, dopo avergli spiegato il valore del denaro anche durante la spesa fatta assieme a lui più volte, non resista alla tentazione di “prendere” subito tutto ciò che gli serve. Ha chiesto il cellulare: gli abbiamo detto di no spiegandogli che al momento è solo uno status simbol per compararsi con gli altri e adesso non serve.
Il bello è che ti da ogni volta la netta impressione di capire e di essere d’accordo (a livello di attore intendo dire con ottima dialettica e comportamento).

BUGIE

Le dice con una naturalezza e prontezza incredibile ma sono facilmente “detectabili” perchè abbastanza improbabili tipo:

come mai hai 20 Euro nel portafoglio ?

Risposta immediata: li ho trovati per terra ! (e viene subito tanato)

INFO SULLA CONDIZIONE FAMILIARE:

Famiglia economicamente medio-normale, io lavoro (51) e mia moglie (42) bada volentieri a casa e famiglia ed è molto brava soprattutto nei comportamenti (ci sa fare), ci vogliamo bene e con il ns. “furfante” in questi ultimi 6-7 anni le ha provate tutte ESCLUSO le botte.
Abbiamo un’altro figlio di 25 anni che è esattamente l’opposto, onesto, ligio al dovere e appena laureato con 110 + lode, sta ora cercando lavoro.
Il 25enne ed il 12enne sono molto legati, nascondiamo al più grande le marachelle più gravi del piccolo sia per evitare discriminazioni sia perchè, all’occorrenza, il più grande è molto duro (intendo a livello psicologico).

Il più piccolo, ovviamente, non ama studiare e andare a scuola ed essendo perfettamente consapevoli delle differenze che il piccolo potrebbe “annusare” nei confronti del grande, siamo sempre stati MOLTO ATTENTI a non fargli pesare tutti i tipi di differenze.

Al momento il piccolo fa Scoutismo senza problemi ma, come d’uso, è fuori dal ns. controllo durante la scuola quale possibile fonte di pessimi esempi/compagnie–> ATTENZIONE, il piccolo è facilmente influenzabile (non da noi purtroppo), non ha carattere e tende sicuramente a seguire quelli che hanno meno buon senso.

La prego, ci consigli su che linea proseguire l’educazione di nostro figlio.

Con i migliori saluti

Ciao Paolo,

leggendo la tua e-mail ho riflettuto su due possibili motivazioni che portano tuo figlio ad avere questo comportamento :
1) un atteggiamento poco consapevole e immaturo dei soldi, del suo valore, del concetto di proprietà, di giusto e sbagliato;
2) una richiesta implicita di attenzione e di considerazione, mascherata da una condotta negativa.

Dovresti parlare con tuo figlio e capire le reali cause che si nascondono dietro al suo modo di fare.
Se il motivo è da attribuire alla prima ipotesi, allora dovreste fare un bel discorso molto serio sul valore dei soldi e di quanta fatica si fa per guadagnarli.
Cercate di responsabilizzarlo un pò. Se avete stabilito cinque euro di paghetta settimanale…va bene ma a patto che ogni settimana lui faccia qualcosa per meritarseli.
Di cose da fare ce ne sono sia in casa che fuori per cui può essere d’aiuto a tutta la famiglia.
Mi raccomando non siate indulgenti! E soprattutto insistete sul fatto che rubare e mentire E’ SBAGLIATO!
Pretendi che non prenda più un solo centesimo dal portafogli di nessuno. Ciò che non gli appartiene non lo può prendere e lo deve restituire.
Se ha esigenza o il desiderio di acquistare delle cose deve chiedervi il permesso, ma anche in quel caso ponetegli un limite. Deve imparare che non tutto si può avere.

Per quanto riguarda la seconda ipotesi, ho notato e riflettuto sulle modalità con cui mente. Un ragazzino di dodici anni che inventa delle bugie poco credibili mi fa pensare o che sia un pessimo bugiardo o che voglia farsi in realtà scoprire per attirare l’attenzione su di sè.
Il furto in genere cela sempre un messaggio a questa età. Forse tuo figlio vive un disagio che non sa esprimere o sente il bisogno di una gratificazione o un risarcimento.
Forse tuo figlio sente il bisogno di essere più ascoltato o considerato. Magari può pensare che il fratello maggiore sia il vostro preferito visto che ha un comportamento impeccabile.
Quanto sei sicuro che tuo figlio minore non abbia capito la differenza che c’è tra sè ed il fratello maggiore?
Quest’ultimo rappresenta il figlio perfetto che ogni genitore vorrebbe avere e tuo figlio minore lo sa.
Anche se siete sempre stati attenti a non fargli capire le diversità tra loro, il ragazzino ha comunque una sua capacità di valutare le due condotte, la sua e quella del fratello maggiore.

In qualsiasi caso cercate di rassicurarlo, di fargli capire che gli volete bene ma comunque l’atteggiamento avuto fino ad ora non va bene.
Anche la stima e il vostro apprezzamento se li deve guadagnare attraverso lo studio e una buona condotta. Se riuscirà ad ottenere queste due cose, la felicità maggiore sarà la sua perchè saprà di avervi reso fieri di lui.

Ciao, Linda.

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Allattamento e sonno

13 Maggio 2008

Ciao, mi chiamo Cristina  e ho un bimbo di 13 mesi. ho il problema dell’allattamento, vorrei togliergli questo vizietto ke mi porta a farlo ancora ogni volta ke devo addormentarlo. il piccolo mattia non prende il ciuccio nè biberon nè il dito, li ha provati tutti  ma preferisce attaccarsi al seno. l’ho sempre abituato a  dormire nel lettone con me dato che sono una ragazza madre ed è stato comodo averlo vicino soprattutto quando è malato e per non farlo piangere lo attacco. ora però è abbastanza grande per togliergli il seno e io potrei essere anche più libera di uscire magari una sera . il problema è che nella notte si sveglia e mi cerca, e se nn trova il seno comincia a piangere …ho provato a lasciarlo con la nonna ma piangeva di continuo. so che esiste una soluzione drastica …cioè lasciarlo piangere per qualche giorno senza cedere…ma è veramente la soluzione giusta? mi aiuti la prego, grazie mille, cristina.

Ciao Cristina,
se hai ancora del latte credo che dovresti continuare ad allattare il tuo bambino ancora per un pò.
Non so se sei a conoscenza delle numerose proprietà, non solo nutritive, del latte materno. Si potrebbe dire che è un “latte intelligente” perchè aiuta a fortificare il sistema immunitario e perciò i bambini risultano ammalarsi di meno (meno allergie, infezioni, malattie repiratorie ecc.).
Comunque chiedi conferma e consiglio alla tua pediatra.

Per quanto riguarda il percorso di autonomia del tuo bambino devi procedere gradualmente per dargli il tempo di elaborare i mutamenti e il distacco da te, dal tuo seno e dal lettone della mamma.
Potresti riproporre di nuovo il biberon, a pranzo e a cena, abitua il piccolo a bere da lì, così la sera quando deve addormentarsi lo culli tra le tue braccia senza dargli il seno e se piange cerchi di sostituire il seno con il biberon.
Quando si è addormentato metti il bimbo nella sua culla e se si sveglia piangendo…lo calmi, lo fai riaddormentare e lo metti di nuovo nel suo lettino.
I primi tempi farà i capricci e non capirà il motivo di queste novità, ma devi avere pazienza e continuare ad insistere sera dopo sera.
Per rendere più piacevole il momento del sonno metti nel suo lettino dei pelouche o quei carillon per far addomentare i bambini.
L’importante è che il bambino trovi un ambiente in cui si sente a suo agio e si rilassi. Puoi lasciare anche una lucina accesa, se ha paura del buio, gli puoi cantare una ninna nanna oppure raccontare una favola.
Dai anche alla nonna il compito di addormentare Mattia con la stessa modalità, e piano piano si abituerà a prendere sonno anche senza di te.

Linda.

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Emarginazione a scuola

10 Maggio 2008

Buona sera, spero tanto in una sua cortese risposta.

Non sono molto pratica di computer ed infatti non sono riuscita a scriverLe attraverso in suo sito e mi permetto di scriverle così sperando in una sua risposta.

Premetto che non penso che mia figlia non possa essersi comportata mai male nei confronti di alcune compagne,(prese di giro, rispostine fredde) ma come mi ha sempre raccontato dopo qualche giorno che non si parlavano chiudevano la cosa facendo la pace.

Da 20 giorni però mia figlia è stata presa di mira da una compagna di classe, con la quale ci sono stati sicuramente dei battibecchi, come più o meno capita a quell’età, e questa bambia è riuscita a mettere piano piano tutte le 10 compagne contro di lei. Anche se riesce a recuperare qualche rapporto non vogliono stare con lei o dicendo che non possono perchè il gruppo non vuole o semplicemente perchè se stanno con lei poi vengono prese in giro mentre invece ora si sentono finalmente un pò considerate da quelle che hanno creato questo gruppetto contro mia figlia e che prima non le filavano proprio.

Ho parlato con una prof. ma completamente inutile perchè solo da 2 mesi nella scuola e con il preside il quale ha parlato sia con mia figlia, presa da solo durante un’intervallo, che con tre del gruppetto, ma non è servito a niente, perchè le hanno solo detto che a loro il preside non gli faceva nulla.

Mia figlia ci sta molto male e da sorridente e spensierata che era o ora mi manda messaggini dicendomi : mi prendono in giro. sono triste , sono sola e altri..Io chiaramente sto malissimo, non faccio apposta ma mi sta veramente dando tanto fastidio, soprattutto perchè ancora mia figlia è una bambina piuttosto educata e che non riesce rispondere alle loro prese di giro. Non vorrei esagerare ma mi sembra che il comportamento di queste ragazze sia quello di cui tanto si parla”bullismo”.

Non sò come aiutare mia figlia, mancano 28 giorni alla fine della scuola e vorrei che questa situazione non si ripresentasse il prossimo anno in 3a media. Lei ha provato ad andargli dietro sottomessa ma l’hanno presa in giro comunque, ha provato a far finta di non sentire le loro battute, ma non è servito.

Cosa possiamo fare? Grazie per un suo consiglio.

Ciao Paola,

nei casi di bullismo di solito la vittima viene aggredita verbalmente, fisicamente, e cosa ancor più grave psicologicamente (minacce).
La situazione che vive tua figlia non è un vero e proprio caso di bullismo anche se la ragazzina (forse leader del gruppo) si è comportata da prepotente, influenzando il gruppo e causando un’ emarginazione coatta, forzata anche da parte delle “amiche” di tua figlia.
In questo caso, quanto più tua figlia si mostrerà remissiva e afflitta, tanto più il gruppo e soprattutto la ragazzina prepotente sentirà di avere potere su di lei.

Tua figlia non si deve lasciare abbattere da questa ragazzina, aiutala a tirare fuori un pò di coraggio, per affrontare lei e il gruppo.
La mattina quando va a scuola non si deve curare di loro, si deve comportare come se quel gruppo non le importasse più, le deve ignorare. Ma allo stesso tempo deve imparare a difendersi e a rispondere con fermezza alle battute che le fanno, anche con risposte intelligenti o spiritose.

La scuola che frequenta tua figlia avrà altre sezioni con altre ragazze della sua età. Sprona tua figlia a farsi nuove amicizie.
Così durante la ricreazione starà con le sue nuove amiche.

L’unico momento difficile credo sia stare in classe durante le lezioni. In quei momenti deve cercare di ignorarle il più possibile e non ascoltare le loro cattiverie.
Inoltre è giusto che tu figlia sia tutelata, almeno in classe, dall’insegnante. Ora è a conoscenza della situazione e non può far finta di nulla!
La scuola e i docenti non hanno solo il compito di istruire ma anche di EDUCARE, educare alla socialità, all’integrazione degli alunni e scoraggiare qualsiasi comportamento discriminante o che isoli il bambino.

Ciao, Linda.

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Problemi adolescenziali

23 Aprile 2008

Cara Linda,
mi chiamo Antonella, sono mamma di due ragazzi, un maschio di 16 anni e una femmina di 14, quasi (15). Non riesco a capire come devo comportarmi con mia figlia, che quest’anno è al primo anno di liceo ed è cambiata molto caratterialmente. Fino al 3° anno di scuola media, non dico che era la prima classe, ma andava bene a scuola, si impegnava. E’ sempre stata anche vanitosa, ma non in maniera esagerata come adesso, la mattina entra in bagno alle 6,30 ed esce solo alle 7,35 per andare a scuola.
Anche durante il giorno se deve uscire, prima deve stare quasi un’ora in bagno e la stessa cosa avviene la sera prima di andare a letto. (da premettere la doccia la fa non più di una volta la settimana, lo shampoo, invece, almeno 3 volte la settimana). Abitiamo a Palermo e per andare a scuola o vedersi con le compagne è necessario che l’accompagniamo io o mio marito in macchina perchè abitiamo un po distanti dal centro e la zona dove abitiamo non è ben servita dai mezzi pubblici (ma comunque il centro è raggiungibile anche a piedi e a volte quando necessita vanno a piedi). Mia solitamente ha il permesso di uscire il sabato pomeriggio con le compagne o qualche amica. Sino a qualche anno fa, avevo, credo un buon rapporto con mia figlia, e mi sono sempre fidata di lei.

Quest’anno è cambiato tutto. Innanzi fino a tutto dicembre la incitavamo a studiare di più, perchè ci accorgevamo che studiava quasi niente e che passava tutto il tempo o al computer o al telefono, ma Lei rispondeva sempre che a scuola andava bene e che gli lasciavano pochi compiti. Anzicchè insistere ci siamo fidati e quando poi siamo andati alla riunione dei professori abbiamo avuto la conferma dei nostri sospetti e cioè: che non si impegna, non è costante, non riesce ad avere la sufficienza in quasi tutte le materie, almeno quelle importanti, latino, matematica, italiano, storia, geografia e inglese ha 5.

A questo punto con mio marito abbiamo deciso di toglierle quelle rare uscite saltuarie durante la settimana e lasciare solo il sabato, di ridurre l’orario al computer solo 1 ora il pomeriggio ed 1 ora la sera e le abbiamo detto che doveva impegnarsi di più nello studio perchè rischiava di perdere l’anno.
Io mi sono impegnata a farle ripetere le materie orali, anche se si rifiutava ed ogni volta è una lotta, tanto che ormai, mi sono arresa. Gli ho fatto dare lezioni di inglese. Aspettiamo anche delle risposte per farle dare lezioni di latino e di matematica.

Ma la cosa più grave è che qualche mese fa mi aveva confidato di essersi fidanzata con un ragazzo (così si è espressa), ma dopo qualche giorno si sono lasciati perchè abitavano in città diverse e quindi non si potevano mai vedere, e la sera che si sono lasciati (al telefono) era disperata, si è sfogata con me, piangeva a dirotto e mi ha pregato di non farla andare a scuola il giorno dopo perchè non se la sentiva di parlare con nessuno, era sicura che avrebbe pianto tutto il tempo, dopo aver cercato di farle capire, che questa era una maniera sbagliata di affrontare i problemi, mi sono lasciata intenerire dal suo dolore e Le ho permesso di restare a casa l’indomani.

Ma dopo solo qualche giorno mi dice che si è fidanzata con un altro ragazzo, dice di averlo conosciuto perchè presentato da amici, che di lì a qualche giorno avrebbe compiuto 18 anni, e che non va a scuola, forse lavora con il padre.
Da allora sono cominciati i guai, innanzi tutto perchè ha cominciato a raccontarmi una serie di bugie, quando usciva il sabato mi diceva che era con le compagne e invece scoprivo che si vedeva con lui (lo scoprivo perchè la seguivo, e ci tengo a precisare che non gli ho mai impedito di vederlo).

Addirittura un sabato mattina si è ritirata con la compagna a casa che ha pranzato da noi, poi le ho accompagnate al solito posto dove avevano appuntamento a loro dire con le altre compagne, ma non me la sono bevuta, e così dopo un poco che si dirigevano in un altro posto si incontravano con questo fidanzato e la compagna così se ne andava. Io con mio marito, mi sono fatta vedere, mi sono presentata a questo fidanzato, ho detto che mi dispiaceva rendermi conto che mia figlia mi stava prendendo in giro, e comunque ho detto che per questa volta era disposta a perdonarla che potevano stare assieme (lui aveva il motore) però anche con le altre compagne, non da soli.

Bene, mia figlia nonostante ciò continua a fare di testa sua, mi dice che stanno assieme agli altri e invece non è vero. Non solo spesso al telefono non fanno altro che litigare, sento spesso lei che piange e si dispera.
Non solo stava ore e ore attaccata al telefono con lui, e per impedirgli questo non le dico ciò che è successo. Ormai mia figlia mi sembra un’altra persona. Sabato scorso dopo un’altra litigata le abbiamo impedito di uscire. Spende i suoi risparmi a caricarsi di nascosto il suo cellulare. Mi creda non so davvero come comportarmi. Mio marito è dell’idea che non dobbiamo più farla uscire, dobbiamo impedirle tutto. (Dimenticavo due volte la settimana, la sera, fa un corso di balli caraibici)
Mi perdoni per come ho scritto e per la lunghezza della lettera. Sono sul posto di lavoro. Non so con chi confidarmi. Se non può rispondermi non ha importanza, mi è servito lo stesso per sfogarmi un poco.
Grazie anticipatamente. Antonella

Cara Antonella,
hai fatto bene a sfogarti! Non so se ti può essere di conforto, ma sappi che ci sono tantissimi genitori come te preoccupati e in ansia per i propri figli, e come te non sanno come relazionarsi con loro.
E’ proprio l’approccio con gli adolescenti e con i loro problemi che non è per niente facile.
Il periodo adolescenziale è una fase della vita in cui ci sono molti cambiamenti interni ed esterni che portano il ragazzo/a a vivere un momento di scompiglio generale (fisico, ormonale, intellettuale).

Perciò tua figlia sta attraversando una fase delicata e non si comporta più come prima, perchè lei ora si sente diversa. Si sente più grande. Ma anche se tua figlia non si sente più una bambina ha bisogno comunque di una guida che l’aiuti in questo momento di crescita.
Ci sono tante cose che vorrebbe conoscere e sperimentare come per esempio l’amore. Alla sua età si possono vivere le prime storie con leggerezza e allo stesso tempo avere sentimenti ed emozioni molto intense.

Cerca di recuperare il rapporto con tua figlia, attraverso l’ascolto e il dialogo. Parla con lei, delle sue difficoltà e cercate insieme una soluzione. Fai in modo che veda in te una mamma con cui si può confidare, falle capire che non ha bisogno di ricorrere alle bugie per ottenere delle cose o per vedere il suo fidanzato. Invitare questo ragazzo a casa, è un modo per conoscerlo meglio e capire se è una persona di cui vi potete fidare.

La mancanza di interesse per la scuola e gli studi è uno dei tanti fattori che subentrano e caratterizzano l’adolescenza. Pretendi però da tua figlia che si impegni di più a scuola, almeno deve ottenere la sufficienza in tutte le materie. Incoraggiala a studiare di più, almeno questi ultimi due mesi, altrimenti rischia sul serio di perdere l’anno. Parlate insieme anche di questo argomento, di cosa vuole fare tua figlia da grande, qual’è il lavoro che le piacerebbe fare.

I ragazzi vanno motivati. Aiuta tua figlia ad individuare degli obiettivi per lei importanti e su cui può lavorare. L’attenzione che lei dà alla cura del suo aspetto è sintomo di insicurezza ma è un’altra caratteristica di quest’età. In effetti stare un ora in bagno, ogni volta che deve uscire, è un pò esagerato, ma se non crea disagio al resto della famiglia, per il momento, lasciala fare. Con il tempo falle capire che ciò che conta di più è: essere non apparire, anche se la nostra società insegna l’opposto!

Linda.

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Gelosia e capricci nei bimbi

18 Aprile 2008

Sono una mamma di 3 bimbe, due gemelle di quasi quattro anni e una bimba di 1 anno ormai ( compie un anno il 19 aprile!). qual’è il mio problema? ultimamente faccio fatica a relazionare con le mie due figlie più grandi….sono molto gelose della piccola e per questo a volte dedico più tempo a loro che alla sorella ( e questo mi fà sentire in colpa) ma nonostante ciò soprattutto una Nicole fà un sacco di capricci solo con me…non ne posso più anche perchè mi sento un vigile che dice sempre…non fare così, basta!!! e quasto non è quello che voglio…un tempo riuscivo a giocare con loro adesso non più…come posso fare? sono veramente in crisi anche perchè i miei figli sono la mia vita! grazie!

Ciao Francesca,

è naturale che le due sorelline siano gelose della piccola perchè hanno paura di perdere il tuo amore e le tue attenzioni, però non puoi trascurare la piccola, lei ha bisogno di te.
Giostrarsi con tre bambine piccole non è semplice ma fai capire alle gemelle che anche la sorellina ha bisogno della mamma come loro.
Fai del tuo meglio e non ti sentire in colpa!

Tutti i bambini fanno i capricci, l’importante è non vietare e basta ma spiegare perchè non si può prendere o fare delle cose, dopodichè proponi di fare qualcosa insieme.
Sei tu che le devi guidare altrimenti i bambini per loro natura, tendono a prendere il sopravvento quando ciò gli viene concesso.

Torna a giocare con le tue bambine come facevi prima, coinvolgendo tutte e tre, così le aiuti anche ad instaurare un rapporto tra di loro.
Proponi dei giochi, usa la musica, i colori. Usa la tua creatività e la tua fantasia per giocare con loro e vi divertirete!

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Padre autoritario

16 Aprile 2008

Ciao mi chiamo silvana, ho 27 anni, e ti dico subito che il mio problema è avere un padre troppo nevrotico. Lavoro in un azienda con i miei fratelli e le mie sorelle, quindi è un impresa a conduzione familiare- i proprietari siamo noi (figli)- il problema è ke mio padre è sempre in mezzo nella nostra gestione, mette bocca su tutto e spesso decide lui anche come dobbiamo comportarci.
però adesso voglio parlare per me, visto che gli altri non si esprimono mai, stanno zitti e subiscono.
 posso capire che un padre vuole il bene dei figli ma io mi sento sempre sotto controllo e delle volte non riesco a sopportare questi atteggiamenti oltretutto vivo ancora con i miei, quindi anke in casa mi parla sempre di lavoro e di doveri e sempre con tono duro, sempre ad avere l’ultima parola.
Mi potresti dare un consiglio? Cosa posso fare per farmi rispettare da mio padre?

Ciao Silvana,
tuo padre è il capofamiglia e (suppongo)anche titolare della vostra azienda, per cui dal suo punto di vista è scontato che a lui spettano le decisioni e il compito di controllare tutto. Non si mette in discussione perchè pensa di agire per il meglio, non tenendo conto però che il suo comportamento crea disagio in famiglia e sul posto di lavoro.

Fagli capire le tue ragioni, spiegagli che non riesci a lavorare in maniera serena sapendo che non puoi agire liberamente. In questo modo tuo padre non ti aiuta a crescere e a farti sentire capace e all’altezza delle tue mansioni.
Chiedigli di avere più fiducia in te, di metterti anche alla prova, così gli dimostri che sei matura e in grado di gestirti autonomamente. Inoltre è un tuo diritto, tornare a casa e chiedere di “staccare la spina”, rilassarti e non pensare più a lavoro.

Prova a coinvolgere anche i tuoi fratelli, vedi se anche loro hanno le tue stesse esigenze e se condividono ciò che pensi. Se non si sono esposti fino ad ora è perchè forse sono intimoriti dal comportamento autoritario di vostro padre. Ma anche se dovessi essere sola in questa cosa, non ti scoraggiare, continua ad esigere le cose che senti siano giuste per te stessa, come figlia e come dipendente.

Alla tua età si ha l’esigenza di avere una vita propria, un proprio spazio e ciò che desideri è normale e leggittimo ma in una situazione come la tua, tutto è più difficile da ottenere perchè vivi e lavori con la tua famiglia. Perciò dipende da te, da quanta forza e pazienza hai per affrontare quotidianamente tuo padre e le sue convinzioni.

Altrimenti, se puoi, prova a prendere in considerazione di andare a vivere da sola o con delle amiche o con qualche fratello o sorella.Cominciare un percorso nuovo, separandoti dalla famiglia ti farà sentire libera e meno condizionata. E forse anche tuo padre inizierà a vederti con occhi diversi e a cambiare il suo atteggiamento nei tuoi confronti.

Linda

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Rapporto tra madre e figlio

5 Aprile 2008

Sono una mamma di 37 anni felicemente sposata con un uomo divorziato di 47 anni abbiamo un figlio di 8 anni adorabile, ha un rapporto eccellente con suo padre meno con me. Premetto che nostro figlio ha un carattere molto forte e spesso mi manca di rispetto si mette a confronto su ogni cosa.

Sono molto consapevole che per via del lavoro non gli dedico molto tempo cio’che invece succede con suo padre che ha un lavoro che gli permette di stare piu’tempo con lui e di giocare ovviamente. Questa cosa mi fa stare molto male tale che quando il bimbo reagisce cosi’mancandomi di rispetto quasi per ripicca gli offro una punizione ma concludo poco solo per qualche giorno poi ci risiamo. Ho bisogno di consigli probabilmente c’e’ qualcosa che non va sull’approccio che ho io con lui. Aspetto con ansia un buon consiglio da parte sua.

Ciao Maria Grazia,

come hai intuito tu stessa è probabile che tuo figlio ti manchi di rispetto perchè è arrabbiato con te, perchè si sente trascurato.
Le punizioni hanno il loro effetto quando il bambino comprende di aver fatto qualcosa di sbagliato e anche se non gli fa piacere sa che è stato punito giustamente.
Nel tuo caso, tuo figlio pensa di essere punito in maniera ingiusta e reagisce con un comportamento irriverente.

Dal suo punto di vista lui si vede punito due volte. La prima volta si sente “punito” perchè sei assente, si sente privato del tuo amore e delle tue attenzioni. Sentendosi poco considerato risponde attaccandoti ma viene punito, per la seconda volta, perchè si è comportato male.
Senza che tu te ne accorga, entrate così in un circolo vizioso che si ripete.

I bambini amano stare con i propri genitori e condividere il tempo con loro. Perciò quando torni a casa, cerca di stare con lui il più possibile. I momenti da condividere ci sono: a cena parlate, fatti raccontare come è andata la sua giornata, nel tempo libero giocate, leggigli delle storie ecc.
Le cose da fare tutti e tre insieme o solo voi due sono infinite, fate le cose che amate di più, che più vi divertono. Così costruite ed alimentate il vostro rapporto.

Linda

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Problemi relazionali con i figli

29 Marzo 2008

Ero alla ricerca di un aiuto per avere consigli ed ho trovato il Vs. sito.
Sono sposato da quasi 25 anni ed ho tre figli. Una figlia di 23, uo di prossimo ai 18 e il piccolo di 9.
Da 1 anno abbiamo problemi con ns. figlio di 18 anni che ha un comportamento in famiglia a dir poco sgradevole:
- ha un atteggiamento dialogante solo quando deve chiedere qualcosa;
- non ascolta ed agisce quasi sempre secondo le sue decisioni;
- ad ogni rimprovero reagisce con violenza verbale riempiendo di insulti l’ineterlocutore di turno (padre-madre e/o sorella) ed a volte tenta anche di alzare le mani;
- In casa lascia le sue cose sempre in disordine.
- Tutto sembra essere cambiato, da quando si è fidanzato con una cara e dolce ragazza.
Ho provato in tutti i modi a farlo ragionare, cercare un confronto civile, di accontentarlo quasi sempre ma senza risultati. Infatti, dopo ogni confronto sembra aver capito ma, dopo pochi giorni punto e a capo.
La persona con cui più si accanisce è la madre a cui esprime, spesso, quasi un disprezzo.
Si è creata una situazione insostenibile in famiglia. Viviamo sempre in tensione con l’ansia che da un momento all’altro scoppi il finimondo per il suo comportamento e pe r tal motivo molte volte non reagiamo ai suoi insulti facendo finta di non capire. Mia moglie, già emotivamente fragile ed ansiosa sta crollando e facilmente litighiamo. Sono anche preaccupato per i riflessi che la sua situazione ha e/o potrebbe avere per il piccolo.
Da premettere che il ragazzo è sempre stato buono e tra gli amici ed i famigliari è sempre apprezzato per la sua educazione e simpatia.
Non so che pensare, dove potremmo aver sbagliato noi genitori, come possiamo fare per aiutarlo.
Spero in una Sua risposta a breve direttamente sulla mia E.mail. Grazie Luigi, un padre disperato

Ciao,

fai risalire a circa un anno fa l’inizio di un cambiamento in tuo figlio, è probabile allora che le cause del suo atteggiamento scontroso siano da ricercare tra gli eventi di quel periodo.
In genere, la modificazione di un comportamento è determinato da fattori esterni o interni e data l’età, può essere che stia attraversando un periodo difficile e complesso per lui. La frustrazione o il disagio che ne deriva si manifesta attraverso una condotta aggressiva.
Parlarne con tuo figlio, invitalo ad aprirsi e a confidarsi. Solo in questo modo puoi capire cosa gli è accaduto o cosa sta attraversando.
Sii paziente e continua nel dialogo e nel confronto, chiedendo aiuto anche a tua figlia maggiore o alla fidanzata di tuo figlio. Lei potrebbe avere un ascendente positivo su di lui.

Cercate di capire perchè ha una posizione di esplicita ostilità verso sua madre che è tra l’altro fraglie ed emotiva.
La presenza di una fidanzata, cioè di un altra figura femminile nella vita di un ragazzo può determinare un distacco dalla prima figura femminile, ossia la madre, ma non un comportamento aggressivo!

Il tuo ruolo di genitore in questa situazione è determinante per ristabilire un equilibrio e un pò di armonia in famiglia.
Mantieni la tua funzione paterna, cioè di “detentore delle regole” perchè questo è il tuo ruolo, oltre a rappresentare un punto di riferimento per i tuoi figli e un solido sostegno per tua moglie.

Fai capire a tuo figlio che,anche se sta attraversando un periodo di insoddisfazione o di rabbia, non può creare in famiglia un clima di tensione e di timore.
Perciò cercate di dargli il sostegno di cui ha bisogno ma ponigli anche dei limiti quando vi attacca verbalmente o fisicamente.
Ci sono dei confini che non vanno oltrepassati.

Se ne hai esigenza, puoi chiedere aiuto al Consultorio Familiare, nel quale troverai una psicologa che vi aiuti a comprendere meglio la situazione e a ridefinire i ruoli.

Linda

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Litigi tra padre e figlia

28 Marzo 2008

“Mi chiamo Tiziano ed ho 43 anni. Litigo spesso con mia figlia di 20 anni e tutte le volte mi sento molto frastornato ed esasperato da questi litigi che talvolta sconfinano e rasentano la completa violenza verbale.
La parola violenza di sè stessa io non la sopporto, ma sono quattro i tipi di violenza che non tollero assolutamente: 1) violenza gratuita e fine a sè stessa;
2) violenza fisica unilaterale di ogni genere che io chiamo volgarmente stupro!;
3) violenza verbale, che tante volte ferisce più di uno schiaffo;
4) violenza non verbale, che secondo me, é un mio parere, fa più male di tutte le altre, perché é scaturita dalla forma più vergognosa dell’indifferenza totale. Se una persona si alza e alza le spalle mentre tu stai dicendo qualcosa di importante, ti senti impotente. Al cento per cento!
Ecco questo é quello che succede fra me e mia figlia a volte. Mi puoi aiutare, per favore?”

Ciao Tiziano,
il tuo è un problema che hanno molti genitori ed in particolare il rapporto padre e figlia è delicato e complesso.
Per alcuni padri avere un buon rapporto con la propria figlia è piuttosto difficile, perchè ci sono comportamenti e dinamiche che si innescano in questo tipo di relazione che portano facilmente a contrasti e discussioni.

Tu sei amareggiato dai continui litigi e per la violenza verbale in cui sconfinano le vostre liti e sicuramente anche tua figlia è dispiaciuta.
Cerca di capire perchè litigate, quali sono anche gli altri motivi.
E’ solo perchè è figlia unica?
Parlane con lei con calma, prova a capire perchè l’essere figlia unica per lei è un problema, quali sono le sue motivazioni.

Prova ad affrontare questo e altri argomenti con maggiore equilibrio e pazienza, esponendo i vostri punti di vista.
Il primo passo per arrivare sicuramente allo scontro è il tono della voce, perciò più cercherete di mantenere un tono pacato e più riuscirete a parlare e a confrontarvi.
Parlare fino ad arrivare a discutere non è sempre negativo. Per discutere intendo ragionare, dibattere ecc.,e serve per sollevare una questione, per affrontare un problema che è presente in un rapporto. L’importante è non arrivare a dire cose di cui poi ci si pente.

Pretendi anche da tua figlia che non si lasci andare ad insulti gratuiti solo perchè in quei momenti è molto arrabbiata.
Quando alza le spalle o se ne va mentre stai parlando non va bene perchè in quel momento le fa comodo non ascoltare ciò che hai da dire.
Avere un buon rapporto è difficile e occorre che entrambi facciate dei passi l’uno verso l’altro, venitevi incontro, cercate il dialogo e di comprendervi.

Linda

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Litigi in famiglia

1 Marzo 2008

“Salve, sono una ragazzina di tredici anni e la mia famiglia è veramente litigiosa… Io non ce la faccio più, anche perchè mia sorella è sempre, o quasi sempre, triste, e l’altro giorno ha avuto una crisi di nervi… Mia madre giustamente si è preoccupata, mentre mio padre è molto ma molto preoccupato per suo fratello che ha un cancro e sta morendo.

Io praticamente sono “nel mezzo” di tutto questo… Cosa posso fare per ristabilire la pace nella mia famiglia? Datemi un consiglio per favore. Ne ho provato a parlare con loro ma fanno finta di non sentirmi, evitano l’argomento..Stendono sopra tutti questi problemi dei veli pietosi, che però da qualche tempo hanno iniziato a far traspirare la puzza.

Cosa posso fare? Grazie per la risposta che mi darete.”

Ciao Francesca,
è lodevole da parte tua voler ristabilire la pace nella tua famiglia, ma questo non è compito tuo, spetta ai tuoi genitori riportare la serenità. Tu sei un adolescente non puoi sobbarcarti un ruolo così grande, non puoi fare da paciere tra due adulti. I problemi che nascono in una coppia possono essere diversi, inoltre tuo padre è anche molto afflitto per la situazione di suo fratello gravemente malato, tutto ciò crea ancora più tensione e nervosismo nel vostro nucleo familiare.
E’ comprensibile che in una situazione del genere si creino facilmente discussioni e che i tuoi genitori siano sopraffatti dai loro pensieri però non possono continuare a far finta di niente e ignorare il problema quando tu cerchi di affrontarlo con loro. Non possono continuare a litigare sottovalutando il disagio che creano a te e a tua sorella. Infatti la crisi di nervi ne è un sintomo, la sua reazione è stato un chiaro segno del suo malessere.
Potresti provare a parlare nuovamente con tua madre, per esempio, di ciò che è accaduto a tua sorella, forse questa volta di ascolterà visto che è rimasta colpita dal suo comportamento. In seguito a quell’ evento è probabile che si sia resa conto che c’è qualcosa che la preoccupa. Altrimenti se le cose non migliorano e se ne hai la possibilità, prova a chiedere aiuto ai tuoi nonni, o a una zia che possa ospitare te e tua sorella nei fine settimana. L’importante è che stiate il più possibile in un clima sereno e tranquillo.

Linda

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    Chi Sono

    Mi Chiamo Linda Intellini e sono laureanda in Scienze dell'educazione.

    Se hai bisogno di consigli sul rapporto tra genitori e figli, inviami una email. Sarò lieta di risponderti al più presto.