Voglia d’indipendenza

10 gennaio 2010

Ciao a tutti, sono padre di tre figlie che hanno rispettivamente 23,18 e 15 anni. La prima si è laureata in luglio, la seconda si diplomerà alla fine di questo anno scolastico, l’ultima frequenta il secondo anno di scuola superiore.
Sono preoccupato io e mia moglie per la mia seconda figlia che è in continuo atteggiamento di sfida verso di noi. Inoltre è convinta che basti aver compiuto 18 anni e si è liberi di fare quello che si vuole. I giorni della settimana esce e ritorna alle ore:11, il sabato sera va a ballare in discoteca e ritorna la mattina verso le 4,30- 5,00. Siamo in continuo ansia per lei,ci tranquilizziamo solo quando ritorna. Se osiamo riprendere ci aggredisce e finiamo per litigare. Seguono poi giorni di silenzio e poi tutto di nuovo.
Come dobbiamo comportarci? Cosa ci consigliate di fare? Stiamo male ed aspettiamo con ansia un vostro consiglio. Grazie da Tommaso e Palma

Ciao Tommaso,
l’atteggiamento ribelle di tua figlia è parte del suo percorso di crescita. La ribellione e l’aggressività da lei manifestate sono un’affermazione d’indipendenza, un modo per distaccarsi dall’ala protettiva dei genitori e iniziare un cammino di vita autonomo.
Senza preoccupazioni e ansie, cercate di adottare una linea che non sia nè eccessivamente autoritaria nè troppo permissiva. Sopratutto fate sentire la vostra presenza con regole e orari da rispettare, magari trovando un accordo. E’ vostro compito fare in modo che queste regole vengano rispettate evitando comunque atteggiamenti aggressivi.
Ciao, Giusy

Litigi tra fratelli

15 novembre 2009

Carissimi, cercando un consiglio che mi aiutasse nel rapporto con i miei due figli ho scoperto il vostro sito che ho trovato pieno di pareri saggi e imparziali.
Io ho due figli: una ragaza di 18 anni e un ragazzino di 13 anni.
Sinceramente ho più di un problema: in primo luogo c’ è il rapporto di conflittualità che da sempre esiste tra loro due, si vogliono bene ma al tempo stesso si scontrano su diverse questioni (anche le più banali) coinvolgendo noi genitori e rinfacciandoci di avere avuto un comportamento diverso con loro. Questo atteggiamento si accompagna con un forte egocentrismo da parte loro.Nonostante faccia di tutto per accontentare le loro necessità (sempre nei limiti delle nostre possibbilità) pretendono sempre di più senza sentir ragioni e non collaborando assolutamente in casa (per l’ordine) a meno che non lo si chieda esplicitamente e con forza.
Vi faccio un esempio per quanto riguarda il loro rapporto: Il ragazino in questi giorni è stato malato ed ha trascorso la maggior parte del tempo a letto, poichè aveva solo l’influenza gli ho detto di non rimanere indietro nello studio (ripetendolo più volte durante questi giorni) invece lui ha giocato al pc, messagiato e giocato alla PS3; premetto che mio figlio non vuole mai restare da solo a casa mentre la figlia maggiore voleva scendere con me a fare la spesa ed è scoppiato un battibecco: il ragazzino voleva la presenza mia o della sorella in casa mentre la sorella voleva la presenza mia per scendere a fare spese ( ho ripetuto il verbo volere per rendere meglio l’idea)e posso affermare che è sempre così ; in più la ragazza si è messa anche a piangere perchè ho deciso di non scendere più.
Molte volte ho pensato si tratti di gelosia tra di loro e vorrei riuscire a cancellarla, ma come posso fare?
Confido nella vostra risposta e ,ringraziandovi per la pazienza ,saluto con affetto

Ciao,
i litigi dei tuoi figli sono sicuramente scaturiti dalla gelosia, nel tuo caso poi gioca un ruolo fondamentale anche il fattore età e il fattore sesso che li porta a vivere una certa distanza rafforzata anche dal tuo diverso modo di rapportarti a loro (proprio perchè di età e sesso differente).
Ti consiglio di non guardare le loro gelosie con negatività, ma al contrario cerca d’interpretarle come un messaggio per te, una richiesta di attenzione.
In questo caso non devi fare da arbitro, non devi decidere chi ha ragione e chi torto piuttosto ti devi porre come mediatore e cercare una soluzione equa, che possa andare bene per entrambi. Ascolta le loro ragioni ed abituali a relazionarsi in modo diverso, cercando il confronto invece del litigio.
Ciao, Giusy

Elaborare il lutto

1 ottobre 2009

VORREI FAR SUPERARE A MIA FIGLIA DI 9 ANNI LA MORTE DI MIA MAMMA AVVENUTA CON UN SUICIDIO VIOLENTO 5 ANNI OR SONO. LEI HA ANCORA DIFFICOLTA’ A DORMIRE, CONOSCE TUTTA LA VERITA’ E SI LAMENTA CHE LE MANCA TANTO LA NONNA. INOLTRE ULTIMAMENTE IO HO PROBLEMI CON IL PADRE TANTO DA PENSARE ALLA SEPARAZIONE E LEI HA AVVISATO TUTTO CIO’. POTETE DARMI UN CONSIGLIO SU COME SIA GIUSTO COMPORTARMI?

Ciao,
la bambina ha bisogno di elaborare il lutto, in vista anche di un’altra prossima separazione (seppure non definitiva), quella del padre. Affronta con lei il discorso della morte della nonna, aiutala ad esprimere le sue emozioni, spiegale il processo della morte chiarendole l’impossibilità di tornare a vivere. Nascondere il lutto o evitarlo non aiuterà tua figlia a superarlo. È importante che riesca ad esprimerlo (anche attraverso il pianto). Se non riesci a condividere tutto ciò con lei, ti consiglio allora di rivolgerti ad uno psicologo o comunque ad una figura specialista.
Ciao, Giusy.

Autolesionismo

1 settembre 2009

Mio figliastro, il figlio di mio marito, cresciuto senza madre,penso che soffre di autolesionismo. Adesso e venuto con una scritta grande sul braccio,forse fatta con un coltello, non so, in mia famiglia non ho mai visto niente del genere. E una persona molto chiusa, non comunica, non parla, sta sempre troppe ore davanti al computer (giochi, internet), a scuola e un disastro (ripetente). Ogni sforzo di parlare e di spiegare che fa una strada sbagliata e rimasto senza risultato. Cosa si deve fare con lui?

Ciao,
il ragazzo ha sicuramente bisgono di aiuto. Tieni presente che l’autolesionismo è una vera e propria patologia che si manifesta in varie forme, più o meno gravi. Essa può avere alla base diversi motivi ma nel tuo caso manifesta un evidente disagio, rafforzato anche dal fatto che il ragazzo è molto chiuso, disinteressato a tutto ecc
Io ti consiglio di farlo seguire da uno psicologo. Ritengo abbia bisogno di una terapia psicologica in grado di cogliere l’origine di questo suo disagio, in modo poi da poter intervenire efficacemente.
Ciao, Giusy

    Chi Siamo

    - Linda Intellini
    Laureanda in Scienze dell'Educazione
    linda.intellini@virgilio.it

    - Giusy Ludovico
    Laureata in Scienze dell'Educazione
    giusylu@hotmail.it

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    I consigli dispensati non costituiscono in alcun modo parere medico.